Borse europee in altalena, vendite al dettaglio euro inaspettatamente in calo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’avvio di seduta per le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente si tinge di incertezza, con gli indici che oscillano tra guadagni e perdite minime in un clima di diffusa cautela. Gli operatori di mercato tengono gli occhi puntati sull’agenda macroeconomica, in particolar modo in attesa dei dati relativi al mercato del lavoro statunitense, il cosiddetto job report, la cui pubblicazione è prevista per il pomeriggio.

Un dato, quest’ultimo, considerato cruciale per orientare le prossime mosse della Federal Reserve in materia di politica monetaria, e che potrebbe innescare nuove volatilità sui listini. A pesare sul sentiment degli investitori, contribuendo a frenare gli slanci, è arrivato a sorpresa il dato sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona, che per il mese di luglio hanno segnato una flessione dello 0,6% su base mensile, un risultato ben al di sotto delle attese che indicavano un incremento dello 0,3%.

Dato a sorpresa dall’Eurostat e attesa per il dato USA

L’Istituto europeo di statistica, l’Eurostat, ha comunicato che la contrazione delle vendite al dettaglio si attesta al -0,6%, dopo il +0,2% registrato nel mese di giugno (dato che è stato peraltro rivisto al rialzo rispetto alla stima preliminare che indicava una variazione negativa dello 0,3%). Questa inversione di tendenza, che ha colto gli analisti di sorpresa, getta un’ombra sulla robustezza della domanda interna nell’area euro e alimenta i timori di un rallentamento economico più marcato del previsto.

Lo scenario che si delinea è pertanto quello di una crescita che fatica a decollare, nonostante le pressioni inflazionistiche rimangano ancora elevate, un mix particolarmente indigesto per le banche centrali. Nel frattempo, l’attenzione si sposta oltreoceano, dove il rapporto sull’occupazione di agosto potrebbe fornire indicazioni decisive per comprendere se l’economia americana stia o meno andando verso un cosiddetto “atterraggio morbido”.

Settimana di volatilità per Piazza Affari e il Ftse Mib

In questo contesto di attesa, Piazza Affari si muove con cautela, rispecchiando il sentiment generale delle altre Borse europee come Francoforte, Londra e Parigi, dove prevale un andamento altalenante. L’ottava che si sta per concludere è stata caratterizzata da una volatilità decisamente elevata, con il Ftse Mib che ha viaggiato su un’altalena di umori dettata principalmente dall’andamento delle materie prime e dalle mutevoli prospettive di politica monetaria.

In questa fase di risk-off diffuso, gli investitori tendono a privilegiare gli asset rifugio, riducendo l’esposizione verso i comparti più ciclici. Sul fronte dei singoli titoli, si segnalano le performance positive di Tenaris, che si distingue come uno dei migliori interpreti della settimana, mentre Brunello Cucinelli, al contrario, ha registrato le flessioni più ampie, risentendo probabilmente di un aggiustamento dopo i forti rialzi delle settimane precedenti.

Geopolitica e commodity, il Brent oltre i 95 dollari

A complicare ulteriormente il quadro già di per sé complesso, contribuendo ad alimentare l’incertezza e le pressioni sui listini, è intervenuta una nuova e improvvisa escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Gli attacchi e le minacce al transito marittimo nello Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il trasporto del greggio, hanno riacceso i timori di possibili interruzioni delle forniture mondiali di energia.

Questo scenario di instabilità ha avuto un effetto immediato e dirompente sul prezzo del petrolio, con il Brent che è riuscito a superare la soglia psicologica dei 95 dollari al barile, innescando di fatto una nuova fiammata inflazionistica che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà le politiche di contenimento dei prezzi.

In questa prima parte di seduta, intorno a metà giornata, l’indice Ftse Mib mostrava una flessione dello 0,3%, in linea con il tono cauto del resto d’Europa, dove il settore automobilistico trovava invece un parziale sostegno dai buoni dati provenienti da Volkswagen, in controtendenza rispetto al clima generale di avversione al rischio che sembra aver preso piede.

L’evoluzione della giornata e le prossime sedute dipenderanno quindi in larga misura dai dati macro in arrivo e dall’evoluzione del quadro geopolitico, con gli operatori che si preparano a una nuova settimana di potenziale turbolenza sui mercati finanziari globali.

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