Nuovo attacco russo con l'Oreshnik, missili ipersonici su Leopoli e vittime a Kiev
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Redazione Esteri
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Nella notte, una nuova ondata di fuoco si è abbattuta sull'Ucraina, in un raid che, impiegando centinaia di droni e decine di missili, ha segnato un preoccupante salto di qualità con il ritorno all'uso di un'arma di cui si parlava da tempo. Mentre a Kiev si contavano i morti, tra cui un paramedico colpito durante i soccorsi, la vera novità ha riguardato la regione occidentale di Leopoli, teatro di un episodio che molti osservatori militari temevano. Proprio lì, infatti, i sistemi di difesa hanno intercettato missili balistici che viaggiavano a velocità prossime ai tredicimila chilometri orari, una caratteristica che ha indotto il sindaco della città a interrogarsi pubblicamente sull'impiego dell'Oreshnik, il nuovo missile ipersonico russo a testata multipla.
La capitale nel mirino e il prezzo umano del conflitto
L'offensiva, che ha interessato diverse aree del paese, si è concentrata con particolare violenza sulla capitale, dove le esplosioni hanno squarciato il buio e lasciato sul terreno un bilancio di vittime. Secondo le autorità locali, almeno quattro persone hanno perso la vita e altre diciannove sono rimaste ferite, numeri che fotografano una realtà di distruzione ormai quotidiana. Il sindaco Vitali Klitschko ha fornito un dettaglio che accende un faro sulla tragedia di chi opera in prima linea, raccontando della morte di un soccorritore, colpito mentre tentava di prestare aiuto nel distretto di Darnytskyi, episodio che sottolinea come il pericolo, in queste ore, non conosca tregua neppure per le squadre di emergenza.
Il supermissile verso ovest: un test o un avvertimento?
La parte tecnologicamente più significativa dell'attacco si è però verificata a centinaia di chilometri dal fronte orientale, vicino ai confini dell'Alleanza Atlantica. Leopoli, città relativamente al riparo per gran parte del conflitto, è stata scossa da una serie di potenti esplosioni poco prima della mezzanotte, con fonti locali che hanno parlato di almeno otto colpi. La dinamica e la velocità rilevata dai radar hanno fatto immediatamente pensare a un'arma diversa dalle solite, il missile balistico ipersonico Oreshnik, considerato un "fiore all'occhiello" della deterrenza russa per la sua capacità di eludere le difese attuali. L'obiettivo, stando a quanto trapelato, sarebbe stato un'importante infrastruttura energetica, un hub per il gas situato a poche decine di chilometri dalla Polonia, un colpo che assume inevitabilmente un peso simbolico oltre che strategico.
Le conseguenze immediate e la risposta ucraina
Di fronte alla portata dell'offensiva, le dichiarazioni delle autorità ucraine sono state volutamente misurate, concentrate sui fatti immediati piuttosto che su analisi strategiche. Il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyi, ha confermato il colpo a quella che ha definito genericamente una "infrastruttura critica", evitando di scendere in dettagli operativi che potrebbero rivelarsi sensibili. A Kiev, nonostante la gravità della situazione, le istituzioni hanno cercato di trasmettere un messaggio di controllo, assicurando che i sistemi di supporto vitale per la popolazione rimanevano operativi. Resta il fatto che l'utilizzo, per la seconda volta in quasi quattro anni di guerra, di un'arma così avanzata e costosa come l'Oreshnik contro un target nell'Ucraina occidentale disegna una mappa degli attacchi sempre più ampia e tecnologicamente sofisticata.




