Doppio agguato a Napoli. Nuova guerra dei clan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ieri sera, nella periferia nord di Napoli, un doppio agguato ha insanguinato il quartiere di Miano, riaccendendo i timori di una nuova guerra tra clan. Le vittime, un 34enne e un 32enne, entrambi con un passato da pregiudicati, sono state uccise a colpi di arma da fuoco mentre viaggiavano su uno scooter. Gli aggressori, anch’essi in sella a un motociclo, hanno aperto il fuoco senza esitazione, lasciando poco spazio alla fuga. L’episodio, che si inserisce in un contesto già segnato da violenze e faide, ha spinto le forze dell’ordine a intensificare i controlli nell’area, mentre il sindaco Gaetano Manfredi ha ribadito la necessità di mantenere alta la pressione sul sistema camorristico.

Quello di ieri non è un fatto isolato, ma l’ultimo capitolo di una lunga scia di sangue che ha origine nel settembre 2020, quando Alessandro Rizzo, figura legata al clan Lo Russo, venne assassinato. Da allora, gli omicidi legati alla faida tra le fazioni di Ngopp Miano e Abbasc’ Miano sono stati otto, con una escalation che sembra non arrestarsi nonostante gli arresti e i pentimenti di alcuni boss. Dopo la caduta dei cosiddetti "Capitoni", infatti, nuovi gruppi si sono affacciati sulla scena criminale, cercando di riorganizzare il potere nelle zone di Miano, Chiaiano, Marinella e Piscinola, tradizionali roccaforti del clan Lo Russo.

La situazione, già critica, è ulteriormente complicata dalla presenza di affiliati che, dopo la decapitazione dei vecchi vertici, hanno tentato di ricostruire le gerarchie interne, dando vita a una lotta per il controllo del territorio. Le indagini, condotte con impegno dalle autorità giudiziarie e dalle forze dell’ordine, hanno portato a numerosi arresti, ma la violenza continua a imperversare, dimostrando quanto sia difficile sradicare un sistema radicato come quello camorristico.

Manfredi, intervenuto a margine di un evento culturale, ha sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia: «Dobbiamo tenere il sistema sotto pressione per garantire sicurezza ai cittadini». Le parole del sindaco riflettono la consapevolezza di una battaglia che non si combatte solo con le operazioni di polizia, ma anche attraverso un lavoro costante di prevenzione e controllo del territorio.

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