Napoli, agguato per un video hot: guerra nel clan Mazzarella, ferito un rider
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Redazione Interno
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Un video a luci rosse, girato dalla figlia di un boss con il proprio fidanzato, ha innescato una pericolosa spirale di violenza, rivelando le fragili e sanguinarie dinamiche d'onore all'interno di un sodalizio camorristico. La diffusione, seppur ristretta, di quelle immagini, mostrate dallo stesso giovane ad alcuni conoscenti, è stata percepita come un'offesa intollerabile, un'onta da lavare con il sangue secondo un codice arcaico che mescola affetti familiari e ferree regole criminali. L'ira del padre della ragazza, sebbene già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, non si è fatta attendere, organizzando una spedizione punitiva che, nel cuore della notte, avrebbe dovuto colpire l'ex fidanzato ma che, per un tragico errore, ha invece trovato un bersaglio del tutto innocente.
L'aggruato e il bersaglio sbagliato
Nelle ore che precedevano l'alba del 15 settembre, via Conte di Mola, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, è diventata il teatro di un agguato destinato a segnare la vita di un giovane estraneo alle faide di camorra. Mentre la città riposava, un commando armato ha fatto fuoco contro quello che credeva essere l'oggetto del proprio risentimento, colpendo invece un ventitreenne che, in quel momento, stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro come corriere per una piattaforma di food delivery. La violenza dell'attacco, che ha lasciato il giovane in gravi condizioni, ha immediatamente allertato le forze dell'ordine, le cui indagini hanno presto compreso come la vittima non avesse alcun legame con gli ambienti della criminalità organizzata, risultando un mero caso di scambio di persona.
La ricostruzione degli investigatori
I carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Procura per i minorenni, hanno ricostruito la complessa catena di eventi che dal video privato ha condotto all'agguato. Secondo l'accusa, l'uomo, benché confinato nella propria abitazione, avrebbe diretto l'operazione e, assieme al figlio sedicenne e a un'altra persona non ancora identificata, avrebbe materialmente esploso diversi colpi di pistola. L'indagine, che si è basata su una meticolosa analisi di elementi probatori e riscontri, ha permesso di individuare i presunti responsabili, tra cui spicca la figura della giovane donna, la cui partecipazione al piano delittuoso è stata accertata dagli inquirenti.
Le misure cautelari e il clan di riferimento
L'esito delle indagini ha portato all'emissione di quattro misure cautelari, eseguite nei confronti di un uomo di 46 anni, considerato il mandante e l'esecutore materiale, di una donna di 21 anni e di due minorenni, rispettivamente di 16 e 17 anni. Tutti sono accusati di tentato omicidio per un episodio che getta una luce cruda sulle guerre intestine che possono scoppiare all'interno dei clan. Lo sfondo di questa vicenda, che intreccia sentimenti privati e feroci regole di gruppo, è identificato dagli investigativi nel clan Mazzarella, una delle storiche organizzazioni che controllano il territorio dei Quartieri Spagnoli e della zona del Pallonetto di Santa Lucia, a cui sarebbero legati alcuni dei fermati.




