Incendio e pistola in val di Fiemme, ottantottenne barricato in casa
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Redazione Interno
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Una densa colonna di fumo, che si innalzava minacciosa nel cielo della valle, ha annunciato nella mattinata l’incendio divampato sul tetto di un’abitazione a Castello-Molina di Fiemme, un evento che ha rapidamente assunto i contorni di una vicenda a forte tensione. Le fiamme, originate secondo le prime ricostruzioni dalla canna fumaria, hanno rapidamente aggredito la struttura del tetto, mentre all’interno della casa, un uomo di ottantotto anni, in un gesto di estremo rifiuto, si era barricato resistendo ai soccorsi. L’intervento, condotto con un dispiegamento di forze consistente da parte dei vigili del fuoco, è stato finalizzato non solo a domare le fiamme ma anche a trarre in salvo l’anziano residente, il quale, come si è poi scoperto, versava in una condizione di palese fragilità.
L’irruzione e l’arma puntata contro i soccorritori
La procedura di evacuazione si è trasformata in un’operazione di alta criticità quando i carabinieri, giunti sul posto insieme ai pompieri, hanno fatto irruzione nell’edificio. L’uomo, anziché accogliere i soccorsi, ha opposto una resistenza inattesa, affrontando i militari e i vigili del fuoco brandendo una pistola, che è risultata essere carica e con il colpo in canna. La scena, di grande pericolo per tutti gli operatori coinvolti, è stata gestita con prontezza dai carabinieri della compagnia di Cavalese, i quali sono riusciti a neutralizzare la minaccia e a disarmare l’ottantottenne, al quale, come emerso dalle indagini, era stato precedentemente revocato il porto d’armi.
Il pericolo bombole e le indagini sulle cause
A complicare ulteriormente un quadro già di per sé drammatico, all’interno dell’abitazione, e precisamente nel garage, erano presenti alcune bombole di gas, la cui esposizione alle fiamme ha costituito un serio rischio di esplosione, amplificando il potenziale distruttivo dell’incendio e moltiplicando i pericoli per gli intervenuti e per l’intera area circostante. Gli inquirenti, coordinando le loro attività, ritengono con un elevato grado di probabilità che sia stato lo stesso pensionato ad appiccare il fuoco, un gesto estremo che delinea un quadro di profondo disagio personale; l’ipotesi, che guida la linea investigativa, è che l’uomo abbia volontariamente dato inizio all’incendio prima di rinchiudersi nella proprietà.
Le operazioni di spegnimento e le condizioni dell’anziano
Mentre le squadre dei vigili del fuoco, impegnate in val di Fiemme, lavoravano per estinguere completamente l’incendio e mettere in sicurezza l’edificio, l’ottantottenne, una volta messo in salvo, è stato immediatamente trasportato in ospedale per le necessarie cure mediche. Le sue condizioni, al momento del ricovero, sono state oggetto di valutazione da parte del personale sanitario, senza che siano state fornite ulteriori indicazioni sul suo stato di salute. L’intera operazione, conclusasi senza conseguenze fisiche per i soccorritori, ha lasciato dietro di sé una scia di interrogativi sulla vicenda umana che ha portato a un episodio di tale gravità.




