La Val di Fiemme si prepara al Tour de Ski, tra neve olimpica e contraddizioni di territorio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Val di Fiemme si appresta a vivere, il 3 e il 4 gennaio, le due tappe conclusive del ventesimo Tour de Ski, un classico dello sci di fondo che da due decenni impreziosisce il calendario invernale trentino. L’evento, che si aprirà con una Sprint a tecnica classica nello Stadio del Fondo di Lago di Tesero per concludersi con l’estenuante Final Climb sulle pendici del Cermis, si annuncia particolarmente ricco anche per la presenza degli atleti russi, ammessi dalla FIS in qualità di neutrali, i quali contribuiranno ad alzare ulteriormente il livello della competizione. Queste gare, presentate stamane a Trentino Marketing come veri e propri “antipasti olimpici”, rappresentano un banco di prova cruciale in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026, che vedranno proprio questo territorio tra i protagonisti. La kermesse, del resto, si conferma un potente motore di visibilità internazionale per una valle che, nonostante l’imminente appuntamento a cinque cerchi, vive dinamiche complesse e non prive di ombre.

Una vetrina mondiale e il simbolo di Confcommercio

Per sfruttare al massimo l’onda olimpica, Confcommercio Trentino ha realizzato una vetrofania dedicata, uno strumento semplice ma significativo pensato per unire le imprese associate sotto un simbolo di partecipazione e appartenenza a un evento che, come è stato sottolineato, “coinvolgerà il nostro territorio”. Un gesto che mira a cementare un sentimento collettivo di attesa e orgoglio, cavalcando l’entusiasmo generato da manifestazioni come il Tour de Ski, le quali proiettano l’immagine della Val di Fiemme su scala globale. L’attenzione si concentra così sulle strutture di punta, sull’organizzazione impeccabile e sulla capacità di attrarre atleti da tutto il mondo, elementi che fanno del comprensorio una meta irrinunciabile per lo sport bianco.

Lo splendore degli eventi e le ombre del quotidiano

Proprio questa proiezione internazionale, però, rende più stridente il confronto con alcune realtà locali, come quella di Tesero, che pur essendo cuore pulsante di eventi del calibro della Marcialonga e del Tour de Ski si trova a fare i conti con un inverno climaticamente difficile, segnato dalla carenza di neve, e con problematiche strutturali che toccano persino servizi fondamentali. “Ospita le Olimpiadi ma a Tesero l’inverno è quasi cancellato e non c’è più una scuola”, si legge in una nota, una dichiarazione che mette a nudo una contraddizione non facile da ignorare. La cartolina perfetta dello stadio del fondo e delle gare internazionali, insomma, si scontra con un tessuto sociale che deve fronteggiare sfide concrete, le quali rischiano di rimanere in secondo piano dietro ai riflettori accesi dai grandi appuntamenti sportivi.

Le parole di De Godenz e lo sguardo al futuro

Il presidente del Comitato Nordic Ski Val di Fiemme, Pietro De Godenz, non elude queste criticità, ammettendo con realismo che “ora si paga un po’ di pegno”. La sua visione, tuttavia, punta decisamente al lungo termine, guardando agli investimenti e alle infrastrutture che l’evento olimpico sta portando con sé. Tra questi, un nuovo tracciato che partirà dallo stadio per svilupparsi nell’alveo del torrente Avisio, un’opera destinata a lasciare un’eredità duratura. “Saremo all’avanguardia per 20 anni”, afferma De Godenz, indicando nella candidatura e nell’organizzazione dei Giochi non solo un momento di gloria effimero, ma un volano di modernizzazione e sviluppo per i prossimi due decenni, in grado forse di compensare, col tempo, i sacrifici e le difficoltà attuali.

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