Alberto Stasi e il delitto di Garlasco: "Uno tsunami di emozioni" davanti alle nuove indagini
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Redazione Interno
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Alberto Stasi, unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007, ha parlato a Le Iene definendo «uno tsunami di emozioni» la riapertura delle indagini che potrebbero scagionarlo. La vittima, all’epoca ventiseienne, fu trovata senza vita nella casa di famiglia, e il suo fidanzato finì sotto processo, culminato in una condanna a sedici anni. Oggi, però, le nuove analisi forensi hanno riportato l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, il cui Dna sarebbe emerso sotto le unghie della ragazza.
Stasi, intervistato nel programma Inside, ha dichiarato di non conoscere Sempio, pur esprimendo fiducia nella giustizia: «Mi auguro che si arrivi alla verità, per Chiara, per la sua famiglia». Pur definendosi garantista, ha lasciato trapelare un cauto ottimismo riguardo alla possibilità di un ribaltamento della sentenza. Intanto, Sempio – oggi trentasettenne – si è detto tranquillo riguardo alle prove biologiche, sostenendo di non aver nulla da temere.
La famiglia Poggi, che domani commemorerebbe il 44esimo compleanno di Chiara, si trova a vivere un’ennesima svolta in un caso che, dal 2008, ha trasformato ogni anniversario in un giorno di lutto. Le rose bianche deposte sulla tomba della figlia quest’anno pesano ancor di più, dopo le dichiarazioni televisive di Stasi e le ombre che si addensano su un nuovo possibile responsabile.




