Monte Bianco, precipita alpinista di 36 anni: morto sulla cresta del Brouillard
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Redazione Interno
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Un altro dramma si è consumato ieri sulle vette del Monte Bianco, dove Davide Migliorino, 36enne originario di Monza ma residente a Treviglio, ha perso la vita precipitando per un centinaio di metri lungo la cresta del Brouillard, a oltre quattromila metri di quota. L’incidente, avvenuto nella mattinata di domenica 17 agosto, è stato causato dal cedimento improvviso di una roccia a cui l’alpinista si era aggrappato mentre procedeva, slegato, insieme a due compagni di cordata, rimasti illesi.
Migliorino, insegnante di Fisica all’istituto superiore Leonardo Da Vinci di Cologno Monzese, era un appassionato di montagna, ma nemmeno l’esperienza ha potuto evitare il tragico epilogo. La dinamica, ricostruita dai soccorritori del Soccorso Alpino, è quella di una fatalità tipica dell’ambiente alpino: un attimo di equilibrio precario, un appiglio che cede, e poi il vuoto. Il corpo è stato recuperato in giornata, nonostante le difficoltà dettate dall’altitudine e dalla morfologia del terreno.
Quella di Migliorino è la terza vittima in quattro giorni in Valle d’Aosta, un dato che si inserisce in un agosto già segnato da un bilancio drammatico. A livello nazionale, le morti in montagna dall’inizio dell’estate si avvicinano al centinaio, dopo le 83 registrate tra fine giugno e luglio. Numeri che riportano alla luce il dibattito sulla sicurezza e sulla preparazione necessaria per affrontare le alte quote, sebbene – come in questo caso – a volte non basti neppure la prudenza per scongiurare l’imprevedibilità della montagna.
La cresta del Brouillard, situata sul versante italiano del Monte Bianco, è considerata un percorso impegnativo, riservato ad alpinisti esperti. Non è la prima volta che quell’area miete vittime: la conformazione rocciosa, soggetta a erosione e cambiamenti climatici, rende alcuni passaggi particolarmente insidiosi. Eppure, nonostante i rischi, continua a richiamare scalatori da tutta Europa, attratti dalla sfida e dalla bellezza di un ambiente che, però, non perdona errori.




