Gp di Spagna, le gerarchie si ribaltano: Alex Marquez domina il warm-up di Jerez davanti al fratello Marc
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Redazione Sport
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Splende il sole su Jerez de la Frontera, e questo basterebbe già a descrivere il clima completamente diverso – se non opposto – rispetto alla pioggia che aveva sconvolto le qualifiche e la Sprint di sabato. In quella che era l’ultima occasione per limare gli ultimi dettagli prima della gara lunga (i canonici dieci minuti concessi dal warm-up domenicale), i due fratelli Marquez hanno letteralmente monopolizzato la scena, lanciando un segnale inequivocabile a tutto il paddock. A spuntarla, con un tempismo perfetto e una confidenza con l’asfalto asciutto che sembra crescere a ogni tornata, è stato Alex Marquez: il portacolori del Gresini Racing ha fermato il cronometro su un 1’37”234, rifilando un margine risicatissimo – appena 45 millesimi – al più celebre Marc, campione del mondo in carica e vincitore della sprint del giorno precedente.
Questa doppietta virtuale, che arriva dopo una stagione finora altalenante per i due spagnoli, assume i contorni di una dichiarazione d’intenti tecnica piuttosto che di una semplice esibizione di potenza. Se sotto l’acqua il talento grezzo di Marc aveva fatto la differenza (con quel finale al limite della regolarità e una gestione della bandiera rossa che aveva suscitato più di un dibattito), sul bagnato le gerarchie sono destinate a cambiare volto. Alex, che già venerdì aveva dimostrato un passo costante, ha ribadito di possedere quel qualcosa in più in termini di scorrevolezza nelle curve veloci del tracciato andaluso; è probabile che la sua guida, meno istintiva e più chirurgica rispetto a quella del fratello, si adatti meglio alle esigenze della Desmosedici GP26 quando l’aderenza è totale e la battaglia si gioca sui decimi di secondo. Non è un caso, del resto, che Marc abbia trascorso gran parte del mini-turno nella scia di Alex, quasi a cercare di carpirne i segreti o a testare la tenuta psicologica del rivale in chiave soft.
Tripletta Ducati e la reazione d’orgoglio di Bezzecchi
A completare il podio virtuale di questa mattina troviamo un altro italiano, a testimonianza della straordinaria competitività del parco macchine di Borgo Panigale. Fabio Di Giannantonio, con un distacco di soli 56 millesimi dalla vetta, ha chiuso in terza posizione, confermandosi come uno dei protagonisti fissi del fine settimana dopo la buona prestazione in qualifica. La scelta audace dello pneumatico anteriore morbido (mentre la quasi totalità dei rivali ha optato per la media) sembra aver pagato nel giro secco, anche se resta da verificare il degrado sulla distanza della gara pomeridiana. Subito dietro, a quota +0”116, si è piazzato Marco Bezzecchi: una quarta posizione che profuma di rivincita per il pesarese reduce dall’annullamento della Sprint di sabato. Il leader del mondiale, in sella all’Aprilia ufficiale, ha ritrovato feeling con il mezzo sin dai primi giri, e il suo crono rappresenta la miglior risposta possibile dopo una giornata nera in cui le condizioni meteo avevano vanificato ogni tentativo di rimonta. L’Aprilia, infatti, sembra aver recuperato terreno rispetto ai problemi evidenziati nella giornata di ieri, con Raul Fernandez a completare la top five davanti a Enea Bastianini, portando così a cinque i costruttori diversi nelle prime sei posizioni.
La bagarre dei distacchi: Bagnaia undicesimo e Martin in difficoltà
Se la testa della classifica è monopolizzata dai flash rossi della Ducati, la parte calda del gruppo racconta una storia fatta di margini irrisori e gerarchie in bilico. A sorprendere, in negativo rispetto alle aspettative della vigilia, è stato Francesco Bagnaia: il piemontese, nonostante una modifica al setup della sua Ducati ufficiale tentata proprio stamattina, non è riuscito a scaldare la gomma a sufficienza, chiudendo in undicesima posizione con un ritardo di mezzo secondo che ha lasciato perplessi i tecnici del box Lenovo. La sua sensazione di “leggero miglioramento”, espressa a caldo ai microfoni, si scontrerà con la realtà dei fatti nel pomeriggio, dove dovrà operare una rimonta complicata. Attenzione anche alla situazione di Jorge Martin: il rivale di Bagnaia per il Titolo, penalizzato da una retroazione di tre posizioni sulla griglia per aver intralciato proprio Alex Marquez venerdì, si è fermato al settimo posto. La sua partenza dal decimo slot, aggiunta a un gap di 278 millesimi dal fratello maggiore, rischia di farlo finire nella trappola del traffico nelle prime curve. Tra i piloti giapponesi, Joan Mir (nono) e Fabio Quartararo (decimo) hanno tenuto testa alla truppa di testa, mentre Johann Zarco, che ieri aveva incantato nella pioggia volando in prima fila con la Honda, è scivolato in dodicesima piazza, dimostrando ancora una volta quanto l’aderenza sia un fattore discriminante per le moto nipponiche.




