Amplifon scatta a Piazza Affari: Morgan Stanley alza il target e Demant trascina il settore
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Redazione Economia
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Il titolo Amplifon ha chiuso la seduta a Piazza Affari con un progresso del 6,73% a 12,85 euro per azione, posizionandosi in testa al FTSE MIB, che ha segnato un +0,9%.
A dare la spinta sono state due notizie arrivate in rapida successione: la conferma della raccomandazione "Overweight" da parte di Morgan Stanley, con un ritocco al rialzo del prezzo obiettivo a 14,96 euro dai precedenti 14,90, e soprattutto l'annuncio della danese Demant, competitor attivo nel medesimo comparto degli apparecchi acustici, che ha alzato le stime per il 2026 e comunicato la ripresa del programma di riacquisto di azioni proprie.
L'effetto Demant sul comparto
La società danese ha rivisto al rialzo la guidance sulla crescita organica per l'intero esercizio, portandola al 7-8% rispetto al precedente 6-7%, e ha incrementato le previsioni sull'EBIT prima delle voci straordinarie a un intervallo compreso tra 4.700 e 5.000 milioni di corone danesi, in precedenza fissato tra 4.400 e 4.800 milioni.
A trainare il miglioramento è stato un terzo trimestre caratterizzato da una crescita organica dell'11%, sostenuta dal lancio del prodotto Oticon Reveal, che ha riscosso un'accoglienza particolarmente favorevole nel mercato commerciale statunitense.
Demant ha inoltre annunciato la ripresa del programma di buyback, con l'obiettivo di riacquistare azioni per almeno 3 miliardi di corone entro la fine del 2027. Sul listino di Copenhagen il titolo ha reagito con un rialzo del 7,1%. La lettura degli investitori è che la solidità mostrata da un operatore storico del settore fornisca indicazioni incoraggianti anche per Amplifon, che condivide con il gruppo danese l'esposizione al mercato delle soluzioni uditive.
La view di Morgan Stanley
Gli analisti di Morgan Stanley hanno mantenuto un atteggiamento costruttivo in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali di Amplifon, ritenendo raggiungibili le stime di consensus per il terzo trimestre. La valutazione si fonda sulla continua solidità dei mercati finali degli apparecchi acustici e sui progressi dichiarati dall'azienda nell'attuazione del piano Fit4Growth, il programma di miglioramento delle performance avviato nel secondo semestre del 2025.
Il piano Fit4Growth, stando a quanto comunicato dalla società in occasione della presentazione dei conti annuali, ha già portato alla chiusura e al consolidamento di circa 160 cliniche non performanti distribuite in dieci Paesi e a una riduzione complessiva dell'organico di circa 500 unità nel corso del 2025. L'obiettivo dichiarato è un miglioramento del margine EBITDA adjusted nella parte alta dell'intervallo compreso tra 150 e 200 punti base a regime entro il 2027.
I costi cash non ricorrenti per l'attuazione del piano sono stati rivisti al ribasso, passando da una stima iniziale di 35 milioni di euro a circa 25 milioni.
Il quadro dei conti e le attese
L'esercizio 2025 si è chiuso per Amplifon con ricavi consolidati pari a 2.395,7 milioni di euro, in crescita dell'1,7% a cambi costanti, e un EBITDA adjusted di 540,4 milioni, con un margine del 22,6%. L'utile netto adjusted si è attestato a 159,2 milioni di euro. Il ritorno alla crescita organica nella seconda metà dell'anno, dopo un primo semestre più debole, è stato indicato dal management come uno dei segnali più incoraggianti in vista dell'esercizio in corso.
Guardando al 2026, la società ha confermato l'obiettivo di una crescita organica superiore al 3% e un incremento materiale dei margini, sostenuto dai benefici strutturali derivanti dal programma di efficientamento. Nel primo trimestre il gruppo ha registrato una crescita organica e una redditività in accelerazione, con un momentum positivo in ingresso nel secondo trimestre, come evidenziato anche dalle valutazioni degli analisti che hanno rivisto le stime in rialzo dopo la pubblicazione dei conti.
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