Amplifon crolla in borsa dopo i conti del 2025, nessuna guidance quantitativa per l'esercizio in corso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Pesante seduta per Amplifon a Piazza Affari, dove il Titolo ha subito una flessione superiore ai tredici punti percentuali, arrivando a toccare i minimi del marzo 2017. Gli investitori hanno accolto con freddezza i numeri dell'esercizio 2025, diffusi dal gruppo attivo nelle soluzioni per l'udito, e soprattutto la decisione del management di non fornire indicazioni quantitative per l'anno in corso, una scelta motivata dalla prudenza in un contesto geopolitico che resta quanto mai incerto. Le azioni, dopo un avvio di seduta già problematico, sono state più volte sospese per eccesso di ribasso, con volumi di scambio che hanno raggiunto picchi straordinari: circa dieci milioni di pezzi sono passati di mano, quasi cinque volte la media giornaliera delle ultime trenta sedute, a testimonianza di un massiccio movimento di vendita da parte degli operatori.

L'analisi del bilancio 2025, chiuso con ricavi consolidati pari a 2,395 miliardi di euro, evidenzia una sostanziale stabilità rispetto al dato dell'anno precedente, seppur con una crescita dell'1,7% a cambi costanti che ha beneficiato del ritorno a una crescita organica nella seconda metà dell'anno e del contributo delle acquisizioni. Il margine operativo lordo adjusted si è attestato a 540,4 milioni di euro, in calo del 4,5% rispetto al 2024, con un'incidenza sui ricavi scesa al 22,6% dal precedente 23,5%; una contrazione, questa, che la società ha spiegato con la minore leva operativa, la diluizione legata all'espansione della rete diretta Miracle-Ear negli Stati Uniti e i maggiori investimenti in marketing volti a rafforzare gli asset distintivi del gruppo. L'utile netto adjusted, pari a 159,2 milioni, ha registrato una flessione del 15% rispetto ai 188,1 milioni del 2024, un dato che ha certamente pesato sul giudizio degli analisti.

Il peso del quarto trimestre e la reazione del mercato

A preoccupare maggiormente la comunità finanziaria sono stati però i risultati dell'ultimo scorcio d'anno. I conti del quarto trimestre hanno infatti deluso le attese sia della società sia degli analisti, con ricavi e margini che si sono posizionati al di sotto delle stime. L'azienda ha registrato nell'area Emea una crescita organica dello 0,4%, un dato inferiore alle previsioni, mentre nelle Americhe la performance, sebbene positiva con un +0,9%, non ha raggiunto i livelli sperati dal mercato. Solo l'area Asia-Pacifico ha leggermente superato le aspettative, ma ciò non è bastato a compensare le debolezze registrate negli altri mercati. A livello trimestrale, l'ebitda adjusted si è fermato a 145,5 milioni, circa il 6% sotto le stime del consensus, con un margine del 22,3% contro un atteso 23,1%, un dato che ha indotto gli investitori a rivedere al ribasso le proprie valutazioni sul titolo.

Dividendo confermato e strategie di efficientamento

Il consiglio di amministrazione, riunitosi per l'approvazione del bilancio, ha comunque deciso di proporre all'assemblea degli azionisti, convocata per il prossimo 23 aprile, la distribuzione di un dividendo pari a 0,29 euro per azione, per un ammontare complessivo di circa 63,8 milioni di euro, confermando così la cedola dell'anno precedente. Sul fronte strategico, procede spedita l'implementazione del piano "Fit4Growth", un programma di efficientamento e rafforzamento della competitività che ha già portato alla chiusura di circa 160 cliniche in dieci paesi e alla cessione di attività diluitive nel Regno Unito. L'azienda ha aggiornato le stime del piano, prevedendo ora un miglioramento del margine ebitda adjusted nella parte alta dell'intervallo di 150-200 punti base entro il 2027, con costi cash non ricorrenti complessivi ridotti a circa 25 milioni di euro da sostenere tra il 2025 e il 2026.

Prospettive per il 2026 tra incertezze e fiducia

Per l'esercizio in corso, le indicazioni fornite dal management restano di natura esclusivamente qualitativa. L'amministratore delegato Enrico Vita ha parlato di un anno sfidante per l'intero settore dell'hearing care, cresciuto al di sotto dei livelli storici a causa delle tensioni globali che hanno inciso sulla fiducia dei pazienti. La società si aspetta per il 2026 un graduale miglioramento del mercato globale, con una domanda attesa in crescita intorno al 3% rispetto all'anno precedente, e prevede di continuare a registrare una performance superiore a quella del mercato di riferimento, con un solido progressivo miglioramento della crescita organica e un incremento significativo del margine ebitda adjusted, supportato proprio dai benefici del piano "Fit4Growth". Parole che non hanno però placato i timori degli investitori, i quali continuano a scontare nel prezzo del titolo l'assenza di target numerici certi su cui basare le proprie stime per il futuro.

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