Fmi: il boom dell'IA spinge la crescita, ma i Paesi poveri restano indietro

Fmi: il boom dell'IA spinge la crescita, ma i Paesi poveri restano indietro
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Fondo monetario internazionale ha aggiornato le sue previsioni economiche globali nel corso degli incontri annuali con la Banca mondiale, in corso a Bangkok dal 12 al 17 ottobre. Secondo il World economic outlook diffuso il 13 ottobre, la crescita mondiale si attesterà al 3,1% nel 2026 e risalirà al 3,4% nel 2027.

A trainare questa dinamica sono gli investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale, che stanno generando un vero e proprio shock positivo sulla domanda, in particolare nelle economie avanzate dell'Asia, dove l'effetto stimato è compreso tra mezzo e un punto percentuale, e in quelle emergenti della stessa area, con un impatto tra 0,2 e 0,8 punti.

Una crescita a due velocità

Il quadro che emerge dal rapporto è però tutt'altro che uniforme. Gli Stati Uniti dovrebbero crescere del 2,3%, l'area euro dell'1,1% e il Regno Unito dell'1,3%. Le economie emergenti e in via di sviluppo nel loro complesso si fermeranno al 3,7% quest'anno, con l'Asia emergente che svetta al 5,1% grazie alla spinta di India e Cina. Nella regione del Medio Oriente e dell'Asia centrale la crescita è addirittura prevista in territorio negativo, a -0,3%, prima di un rimbalzo al 6,3% nel 2027.

A pesare su questa parte del mondo sono le ripercussioni del conflitto in corso, che ha innescato un'impennata dei prezzi energetici e delle materie prime, con il petrolio, il gas e i prodotti raffinati come il diesel e il carburante per aviazione che hanno registrato aumenti bruschi.

Allarme sui conti pubblici del G7

Sul fronte della finanza pubblica, il Fiscal Monitor lancia un avvertimento esplicito: per le economie del G7 «è urgente» intervenire sulla traiettoria dei bilanci. Il rapporto sottolinea come le principali economie avanzate con un elevato debito necessitino di «misure concrete ancorate a piani credibili di medio termine e a ipotesi realistiche», con l'obiettivo di riportare il debito su un sentiero sostenibile e limitare gli effetti di contagio sul resto del mondo.

La spesa per interessi, avverte il Fondo, «sta diventando un carico sempre più imponente» che restringe lo spazio di manovra dei governi. Il documento dedica un riferimento insolito a un singolo Paese: negli Stati Uniti la spesa per interessi è destinata a raddoppiare dal 2,8% del Pil registrato prima della pandemia al 5,7% nel 2031, raggiungendo un livello «grosso modo uguale alla spesa sociale».

Le raccomandazioni per i più vulnerabili

Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento di ricerca del Fondo, ha richiamato l'attenzione sulla condizione dei Paesi più fragili durante gli incontri di Bangkok. «Le nostre raccomandazioni valgono per la maggior parte dei Paesi», ha dichiarato, sottolineando come le economie con minori margini di bilancio siano quelle più esposte agli shock esterni.

Secondo l'analisi del Fondo, l'impatto del ciclo tecnologico legato all'intelligenza artificiale rischia di ampliare ulteriormente il divario tra chi è integrato nelle catene del valore globali e chi invece ne resta ai margini, subendo passivamente l'aumento dei costi di importazione e il calo del reddito reale.

Inflazione e prospettive future

Le stime indicano un'accelerazione dell'inflazione globale al 4,7% nel 2026, trainata dai prezzi di energia e alimentari, con una successiva discesa al 4,1% l'anno seguente. Il Fondo sottolinea però che le tensioni sui prezzi potrebbero rivelarsi più persistenti del previsto qualora le interruzioni nelle forniture energetiche dovessero protrarsi.

Kristalina Georgieva, direttrice generale dell'istituzione, ha definito l'intelligenza artificiale uno «tsunami al rallentatore», capace di trasformare il mercato del lavoro e i sistemi di tassazione, con una possibile ricaduta su circa il 40% delle occupazioni esistenti. Un dato che, se confermato, porrà i governi di fronte alla necessità di gestire una transizione complessa, in cui la crescita guidata dalla tecnologia convive con vulnerabilità sociali ancora tutte da definire.

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