Tyra Grant, l’“alessandrina” che a Madrid ha già scalato 39 posizioni nel ranking WTA

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La terra rossa del Caja Mágica, tradizionalmente palcoscenico di battaglie fisiche estenuanti, ha assistito alla fulminea ascesa di una diciottenne capace di imporre un ritmo forsennato. Tyra Grant, nata a Roma ma cresciuta a Vigevano, ha infatti firmato la sua prima storica vittoria nel tabellone principale di un WTA 1000, spazzando via la francese Elsa Jacquemot – numero 62 del mondo – con un doppio 6-1, 6-2 che non lascia spazio a interpretazioni romantiche. La giovane italoamericana, figlia d’arte (il padre Tyrone è stato un noto cestista tra Olimpia Milano e Virtus Bologna), ha così trasformato la wild card ricevuta per le qualificazioni in una cavalcata che l’ha già proiettata nei trentaduesimi di finale, dove l’aspetta un esame di maturità contro la veterana rumena Sorana Cirstea, testa di serie numero 25 del seeding.

Un dominio statistico che non ammette appelli

L’incontro, giocato sul campo 8 della capitale spagnola, ha evidenziato un divario tecnico che il punteggio racconta solo in parte. Se è vero che Grant ha letteralmente asfaltato l’avversaria nel primo set, concedendole una sola misera frazione di gioco, è nel secondo parziale che ha dimostrato una solidità mentale rara per la sua età. Inizialmente in difficoltà e costretta ad annullare una palla break pericolosa, l’azzurra non ha tentennato: ha reagito allungando ancora il passo, chiudendo la pratica in poco più di un’ora di gioco. A impressionare i cronisti presenti non è stato solo il risultato, ma la qualità dei colpi: ben 35 vincenti, principalmente sferrati con un dritto che viaggia piatto e profondo, hanno punito la transalpina senza possibilità di replica.

La scalata nel ranking e il percorso netto delle qualificazioni

Quella contro Jacquemot rappresenta la terza vittima illustre in una settimana che Grant ha iniziato ai margini del tabellone. Arrivata a Madrid con il numero 262 del ranking, la tennista ha dovuto sudare le proverbiali “sette camicie” già nei turni preliminari: ha prima superato la slovena Veronika Erjavec in due set serrati, per poi compiere una rimonta di carattere contro l’ungherese Panna Udvardy, dove ha perso il primo set con un pesante 6-0 prima di ribaltare l’inerzia. Questi successi, uniti alla prestazione odierna, le garantiranno un balzo immediato di 39 posizioni nella classifica mondiale, avvicinandola pericolosamente alla top. Un progresso che certifica la bontà del lavoro svolto presso la Tennis Training Foligno, dove si allena stabilmente da dicembre.

Le parole della protagonista e il prossimo ostacolo

A fine partita, visibilmente soddisfatta ma con i piedi ben piantati sulla terra battuta, Grant ha commentato la sua prestazione con una consapevolezza rivelatrice. “Mi sono qualificata con le mie forze”, ha spiegato, sottolineando come l’atteggiamento aggressivo sia stato la chiave per “dettare il gioco e andare a prendere il punto”. Un’affermazione che suona come un avvertimento per la prossima rivale, Sorana Cirstea. La rumena, trentacinquenne e forte di un’esperienza ventennale nel circuito, rappresenta l’opposto generazionale della giovane italiana: mentre Grant cerca la gloria, Cirstea – che ha beneficiato di un bye al primo turno in quanto testa di serie – proverà a imbrigliare l’entusiasmo avversario con la sua consueta furbizia tattica.

Il contesto di una giornata amara per il tennis italiano

Non si può raccontare l’exploit di Grant senza inquadrarlo nella cronaca di una giornata storta per gli altri azzurri a Madrid. Mentre lei incantava, la pattuglia maschile (con Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego su tutti) usciva di scena prematuramente, rendendo il sorriso della diciottenne l’unico vero antidoto a una serata di delusioni. Per lei, intanto, il torneo continua. La sfida contro Cirstea sarà un banco di prova cruciale per capire se questa accelerazione sul mattone tritato iberico sia un episodio isolato o l’inizio di una nuova normalità. Per ora, Grant si gode il presente: la prima vittoria in carriera nel massimo circuito è già un piccolo pezzo di storia.

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