Ryanair stringe i tempi: check-in e bagagli in stiva si chiudono un'ora prima del decollo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Arrivare in aeroporto col fiato sul collo e la speranza di beffare la fila ai controlli, per chi vola con Ryanair, potrebbe presto diventare un lusso ancora più proibitivo. A partire dal 10 novembre 2026, la compagnia aerea irlandese introduce una modifica sostanziale alle procedure di imbarco, anticipando di venti minuti la chiusura dei servizi di check-in aeroportuale e di consegna dei bagagli (il cosiddetto bag drop). La decisione, ufficializzata lo scorso 22 aprile, fissa un nuovo limite stringente: gli sportelli e le postazioni per il deposito delle valige in stiva abbasseranno le saracinesche esattamente 60 minuti prima dell’orario di partenza programmato, rispetto ai precedenti 40. Questa stretta, che entra in vigore ufficialmente di martedì, non è soltanto un aggiustamento burocratico, ma rappresenta una risposta operativa ai nuovi ritmi imposti dalla gestione dei flussi nei terminal e, in particolare, alle lungaggini dei controlli biometrici di frontiera.
La “bolla” di sicurezza per assorbire le code dell’Ees
L’obiettivo dichiarato da Dara Brady, chief marketing officer del vettore, è infatti quello di assorbire quelle variabili impazzite (code ai varchi di sicurezza e, soprattutto, ai controlli passaporti) che rischiano di far perdere il volo anche ai passeggeri puntuali. Ryanair punta a ridurre quella piccola percentuale di viaggiatori che, pur avendo superato il check-in, rimangono intrappolati nei meandri della burocrazia aeroportuale. Il contesto in cui si inserisce la novità è quello del nuovo sistema di ingresso/uscita dell’Unione europea (Ees), pienamente operativo dal 10 aprile scorso; un sistema che, se da un lato rafforza la sicurezza con la raccolta di dati biometrici (impronte digitali e scansioni facciali per i cittadini extra-Ue), dall’altro ha generato lunghe code nei principali hub, come dimostrano i recenti episodi di disagi segnalati a Milano Linate e Bergamo. La compagnia, che aveva già messo in guardia i propri clienti sui possibili ritardi legati all’Ees, utilizza questi venti minuti aggiuntivi come un cuscinetto per tutelare la propria reputazione di puntualità.
Self-service e tecnologia: una svolta che riguarda (solo) un viaggiatore su cinque
In parallelo a questo irrigidimento temporale, Ryanair sta completando la digitalizzazione dei servizi a terra, con l’installazione di chioschi self-service per il bag drop in oltre il 95% degli aeroporti in cui opera, un processo che sarà ultimato entro ottobre 2026. L’automazione promette di ridurre le file ai banchi tradizionali, ma trasferisce di fatto la responsabilità della gestione del tempo interamente sulle spalle del viaggiatore; questi dovrà presentarsi al nastro con l’etichetta già stampata, spesso tramite l’applicazione mobile, pena il ritrovarsi con il sistema informatico inaccessibile. È cruciale notare, però, che la stretta non riguarda la totalità dei passeggeri: i dati forniti dal vettore indicano che questa modifica colpirà soltanto quel 20% di clienti che viaggia con un bagaglio da stiva. L’altro 80%, ovvero chi si limita al bagaglio a mano e ha già effettuato il check-in online prima di mettere piede in aeroporto, continuerà a dirigersi direttamente verso i controlli di sicurezza senza subire variazioni nei termini di scadenza della procedura.
Cosa cambia nella pratica per chi deve depositare la valigia
Per chi rientra nel primo gruppo, l’impatto è concreto e richiede una rimodulazione delle abitudini. Se fino a oggi si poteva arrivare al banco con una manciata di minuti di ritardo sulla fatidica scadenza dei 40 minuti, da novembre il margine si riduce drasticamente. I passeggeri che intendono imbarcare un trolley in stiva dovranno organizzarsi per essere agli sportelli o ai totem con un anticipo minimo di un’ora, una soglia che nei periodi di alta stagione o negli aeroporti particolarmente congestionati (dove si sommano i controlli Ees per i voli extra-Schengen) impone di calcolare un arrivo in struttura addirittura due ore prima della partenza. La compagnia ha giustificato la scelta come un tentativo di alleggerire la pressione sui gate e ridurre i casi di “no-show” involontario, ovvero di quei viaggiatori che, pur essendo in possesso di un biglietto valido, vengono lasciati a terra perché bloccati nelle code prima dell’imbarco, una situazione recentemente verificatasi anche per alcuni voli easyJet e Ryanair in partenza dalla Gran Bretagna.




