Sara Ceccantini, l’autopsia e il rimpatrio: mercoledì la salma ad Arezzo, funerali in Duomo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Sara Ceccantini, la giovane mamma di 37 anni originaria di Agazzi e residente ad Arezzo, tornerà in Italia mercoledì 24 giugno. Il suo corpo, attualmente trattenuto in Grecia per gli accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura ellenica, sarà rimpatriato e accolto nella città toscana, dove i funerali si terranno nel Duomo di Arezzo. La data della cerimonia non è stata ancora ufficializzata, ma sarà verosimilmente fissata subito dopo il rientro della salma, avvenuto il quale si potranno completare le pratiche necroforiche e organizzare le esequie.
L’autopsia e le indagini sulla dinamica dell’incidente a Mykonos
L’autopsia, eseguita giovedì scorso sull’isola di Mykonos, rappresenta il primo tassello di un’inchiesta che le autorità greche stanno conducendo per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. La donna, che avrebbe compiuto 40 anni a ottobre, si trovava a Mykonos per un viaggio con alcune amiche in occasione del suo addio al nubilato, previsto pochi giorni prima del matrimonio che avrebbe dovuto celebrarsi oggi a Civitella, nella provincia aretina.
Secondo quanto emerso dagli atti investigativi, la vettura sulla quale viaggiava Sara sarebbe stata coinvolta in un impatto frontale o laterale con un altro veicolo, in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti greci. Il racconto di un testimone oculare, emerso negli ultimi giorni, introduce una versione parzialmente diversa rispetto alle prime ricostruzioni informali: l’auto condotta dal gruppo di amiche avrebbe effettuato un’inversione di marcia in un tratto stradale vietato, prima dell’impatto con l’altra automobile.
Questa ipotesi, se confermata, potrebbe spostare il baricentro della responsabilità o quantomeno chiarire le cause materiali del sinistro, ma gli investigatori mantengono un approccio cauto e attendono il riscontro dell’esame autoptico prima di formulare una ricostruzione definitiva.
I conducenti rilasciati e le condizioni delle amiche
Nelle ore successive all’incidente, le autorità elleniche hanno ascoltato i due conducenti coinvolti: da un lato il fratello di una delle tre amiche di Sara, che era alla guida della vettura su cui viaggiava il gruppo, e dall’altro un uomo del luogo, alla guida della seconda auto. Dopo gli interrogatori e le verifiche di rito, entrambi sono stati rilasciati, senza che siano state formalizzate accuse immediate nei loro confronti.
Una delle tre amiche che accompagnavano Sara è ricoverata in ospedale ad Atene in condizioni gravi, ma i medici hanno escluso un pericolo imminente per la sua vita; le altre due sarebbero invece fuori pericolo, anche se il trauma psicologico rimane profondo. L’intero gruppo, composto da giovani donne legate a Sara da un’amicizia di lunga data, aveva scelto l’isola delle Cicladi per celebrare l’ultimo fine settimana da nubile, ignaro di quella che si sarebbe trasformata in una tragedia.
L’attesa per il rientro e il significato della data del matrimonio
Il rimpatrio della salma, fissato per mercoledì, giunge a una settimana esatta dall’incidente e in coincidenza con il giorno che avrebbe dovuto segnare l’unione di Sara con il compagno Luca. Un dettaglio temporale che ha aggiunto un peso simbolico notevole alla vicenda, amplificando l’eco mediatica e la partecipazione emotiva nella comunità aretina e in tutta la Toscana. La scelta del Duomo di Arezzo come luogo delle esequie risponde alla volontà della famiglia, che ha chiesto una cerimonia pubblica per dare modo a chiunque lo desideri di rendere omaggio alla giovane madre.
Le autorità locali e la diocesi sono state informate del rimpatrio e stanno predisponendo gli spazi per accogliere i partecipanti, in considerazione dell’afflusso previsto.
Le incognite ancora aperte e il prosieguo delle indagini
Nonostante il rilascio dei conducenti, le indagini proseguono e gli inquirenti greci stanno raccogliendo ulteriori elementi, tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti sulla strada percorsa dalle due vetture e le dichiarazioni di eventuali altri testimoni. L’esito dell’autopsia, atteso nei prossimi giorni, potrà fornire indicazioni sulle lesioni riportate da Sara e sull’effettiva dinamica dell’impatto, contribuendo a sciogliere i dubbi sollevati dalle versioni contrastanti.
La Procura di Syros, competente per l’isola di Mykonos, coordina le verifiche tecniche e ha già acquisito i telefoni cellulari dei coinvolti per eventuali riscontri cronologici e geolocalizzazioni. Per ora, l’unica certezza è che mercoledì la salma varcherà i confini nazionali e ad Arezzo inizierà il lungo addio a una donna la cui vita si è interrotta a pochi giorni dal sì.




