Prezzo gasolio sopra i 2 euro: cosa dice la rilevazione MASE
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Redazione Economia
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Il prezzo gasolio sopra i 2 euro al litro torna al centro delle rilevazioni settimanali del MASE, che registra un nuovo aumento alla pompa in modalità self service. Il valore medio del gasolio si attesta ora a 2,004 euro al litro, dopo essere stato pari a 1,982 euro/litro nella settimana dell’8 giugno. L’incremento segnalato è di 2,1 centesimi rispetto alla rilevazione precedente e riporta il carburante oltre la soglia simbolica dei 2 euro. Il dato arriva dalla rilevazione settimanale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sui prezzi medi applicati lungo la rete nazionale, fotografando un movimento che riporta l’attenzione sul costo del diesel alla pompa.
Rilevazioni MASE e andamento dei carburanti alla pompa
Le rilevazioni quotidiane del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano invece un andamento in calo per benzina e diesel nella giornata del 16 giugno. La benzina in modalità self service si attesta a 1,881 euro al litro, in lieve diminuzione rispetto a 1,890 euro/litro del giorno precedente, con una variazione di -9 millesimi. Anche il gasolio, nella rilevazione giornaliera, segna una flessione a 1,985 euro al litro rispetto a 1,997 euro/litro, con un calo di 12 millesimi. Il quadro evidenzia quindi movimenti differenti tra le rilevazioni settimanali e quelle quotidiane, con dinamiche che non seguono sempre la stessa direzione.
In alcune aree, come la Sicilia, i prezzi risultano leggermente differenti, con il gasolio self service a 1,999 euro al litro e la benzina a 1,896 euro. Nelle rilevazioni rientrano anche GPL e metano, rispettivamente a 0,822 e 1,820 euro al litro nel servito. Sullo sfondo resta l’andamento del petrolio, con il Brent sceso a 83,88 dollari al barile e il Wti a 80,93 dollari, dopo le prime ore di contrattazione del 15 giugno. Il meccanismo dei prezzi mostra tempi di trasmissione non immediati, con gli effetti dei cali del greggio che non si riflettono subito sui carburanti.
Petrolio in calo e dinamica dei prezzi dei carburanti
Dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, il prezzo del petrolio ha iniziato a scendere nelle contrattazioni, contribuendo a un calo delle quotazioni internazionali del greggio. Il Brent ha perso 3,45 dollari attestandosi a 83,88 dollari al barile, mentre il Wti ha segnato un ribasso di 3,95 dollari a 80,93 dollari. Questo movimento si inserisce nella dinamica spesso definita effetto «razzi e piume», in cui i rialzi dei prezzi si trasmettono rapidamente ai carburanti, mentre le riduzioni richiedono più tempo per arrivare alla pompa.
Quando il prezzo del greggio aumenta, l’impatto sui carburanti alla pompa tende a essere immediato e percepibile. Al contrario, la fase di discesa si riflette con maggiore gradualità nei prezzi finali per gli automobilisti, come evidenziato dalle rilevazioni settimanali e quotidiane che mostrano andamenti non sempre allineati. Il quadro complessivo dei dati del 16 giugno evidenzia quindi una fase di aggiustamento tra mercati internazionali e prezzi al consumo, con variazioni differenziate tra benzina e gasolio lungo la rete nazionale.




