Ucraina, attacco russo con droni su Kherson: minibus bersagliato, quattro vittime e quattro feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina non concede tregua, e l'ennesima offensiva russa si è abbattuta con violenza sulla città di Kherson, nel sud del paese, dove un attacco con droni ha seminato morte e distruzione nella mattinata di mercoledì. Secondo le prime ricostruzioni, un velivolo senza pilota di fabbricazione russa ha centrato in pieno un minibus di linea che viaggiava nel distretto di Korabelny, uccidendo quattro civili e ferendone altri quattro, in un bombardamento che ha scosso la popolazione già provata da oltre quattro anni di conflitto.

L'attacco, confermato dalla procura regionale di Kherson, ha colpito un veicolo che stava percorrendo una strada cittadina divenuta tristemente nota per essere un bersaglio abituale dei raid aerei, trasformando un normale spostamento in una tragedia collettiva. La conferma dell'accaduto è giunta anche da Oleksandr Prokudin, capo dell'amministrazione militare regionale, il quale ha parlato di un atto terroristico e ha espresso le sue condoglianze ai familiari delle vittime, mentre le autorità competenti stanno lavorando per identificare i corpi delle persone decedute.

Il procuratore regionale ha aperto un'indagine preliminare sull'accaduto, inquadrandolo come un crimine di guerra ai sensi dell'articolo 438 del codice penale ucraino, e gli investigatori sono già sul posto per documentare le conseguenze dell'attacco e raccogliere informazioni sulle vittime.

Colpita anche Zaporizhzhia, una vittima e sei feriti

La furia russa non si è però limitata a Kherson, perché nella notte anche la città di Zaporizhzhia è stata presa di mira da un attacco con droni che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre sei, come riportato da Ivan Fedorov, a capo dell'amministrazione militare regionale.

L'attacco, che ha danneggiato diversi edifici residenziali e non residenziali, ha causato anche un incendio nella zona, gettando nello sconforto una città che già da tempo convive con l'incubo dei bombardamenti e che ospita al suo interno la centrale nucleare più grande d'Europa, un obiettivo sempre temuto per le possibili conseguenze catastrofiche.

Nel corso della stessa nottata, le forze ucraine hanno risposto con un attacco di droni diretti verso Mosca, ma le difese aeree russe sono riuscite ad abbattere undici di questi velivoli, dimostrando che la tensione rimane altissima anche sui cieli della capitale russa. Nel frattempo, la situazione sul fronte orientale resta critica, con le forze russe che continuano a premere e a colpire con particolare intensità le città del sud, dove la popolazione civile paga il prezzo più alto in termini di vite umane e distruzione, in una spirale di violenza che sembra non arrestarsi.

Inchiesta anticorruzione a Kiev tra gli alti funzionari di Zelensky

Mentre il sud dell'Ucraina brucia sotto i colpi dei droni russi, nella capitale Kiev si è aperto un nuovo fronte, questa volta interno, che minaccia di minare la stabilità politica del paese: l'agenzia anticorruzione ucraina (NABU) ha infatti condotto una serie di perquisizioni a sorpresa ai danni di alti funzionari dell'Ufficio presidenziale e di alcuni parlamentari, coinvolti in un'indagine su un'organizzazione criminale che avrebbe scambiato denaro con voti in Parlamento.

L'operazione, che ha destato scalpore negli ambienti governativi, ha portato gli inquirenti a perquisire le abitazioni di Iryna Mudra, vice capo dell'ufficio presidenziale, e del deputato Vadym Stolar, figure di spicco della cerchia più stretta del presidente Volodymyr Zelensky, in un'azione che dimostra come la lotta alla corruzione, tanto auspicata dalla comunità internazionale, proceda spedita anche in tempo di guerra.

L'inchiesta, che coinvolge un deputato in carica e un ex parlamentare accusati di essere a capo di un sodalizio criminoso, rappresenta un duro colpo per il governo di Kiev e si inserisce in un contesto di crescente pressione da parte degli alleati occidentali, i quali chiedono all'Ucraina di compiere progressi concreti nella trasparenza e nella lotta contro gli sprechi per continuare a sostenere lo sforzo bellico.

L'incrocio tra guerra e corruzione

Questa doppia sfida, quella militare contro l'invasore russo e quella interna alla lotta alla corruzione, si intreccia in un momento particolarmente delicato per il paese, dove la popolazione è chiamata a sopportare il peso di un conflitto sanguinoso mentre le istituzioni cercano di dimostrare la loro capacità di riformarsi.

L'attacco di Kherson, che ha colpito un mezzo di trasporto pubblico uccidendo civili inermi, è l'ultimo esempio di una strategia bellica che sembra non fare alcuna distinzione tra obiettivi militari e civili, mentre l'operazione del NABU nella capitale rappresenta un segnale forte verso l'opinione pubblica interna e gli osservatori internazionali.

Gli investigatori continuano a documentare i danni e a raccogliere prove sugli attacchi russi, mentre la tensione a Kiev rimane alta in attesa di sviluppi giudiziari che potrebbero avere ripercussioni significative sugli equilibri politici del paese, in un momento in cui l'unità nazionale appare più che mai un valore imprescindibile per fronteggiare il nemico esterno.

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