Nordio e Piantedosi in aula sul caso Almasri, Meloni assente
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’aula del Parlamento è stata teatro di un’informativa tanto attesa quanto controversa, quella sul caso Almasri, tenuta dai ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Piantedosi (Interno). La vicenda, che ha visto protagonista un ufficiale libico condannato dalla Corte penale internazionale e poi rimpatriato con un volo di Stato, ha acceso gli animi delle opposizioni, pronte a criticare non solo le scelte del governo ma anche l’assenza della premier Giorgia Meloni.
Nordio, nel suo intervento, ha puntato il dito contro i magistrati, definendo la situazione un “pasticcio” e ribadendo di non essere un “passacarte”. Piantedosi, dal canto suo, ha cercato di scagionare l’esecutivo, sostenendo che le procedure seguite siano state rispettose delle norme internazionali. Tuttavia, le parole dei due ministri non hanno placato le critiche, soprattutto da parte delle opposizioni, che hanno colto l’occasione per rinfocolare il dibattito politico.
Elly Schlein, segretaria del Pd, ha definito la giornata “triste”, accusando Meloni di “scappare” dalle responsabilità e paragonandola, con toni sarcastici, a un “presidente coniglio”. Una metafora che non è passata inosservata, tanto da scatenare una replica pungente da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno ribattuto definendo Schlein e il Pd “la carota” del premier.
Anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha espresso forti riserve sull’operato del governo, sottolineando come il rimpatrio di Almasri, avvenuto sotto il tricolore, rappresenti una macchia per l’Italia. “Un torturatore riportato in Libia con il nostro simbolo nazionale”, ha dichiarato, evidenziando le implicazioni etiche e giuridiche della decisione.
L’assenza di Meloni, così come quella dei vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, è stata oggetto di ulteriori polemiche. Le opposizioni hanno interpretato questa scelta come un tentativo di evitare il confronto diretto, alimentando l’immagine di un esecutivo poco trasparente.
Nel frattempo, l’informativa è stata trasmessa in diretta sui canali Rai, permettendo ai cittadini di seguire gli sviluppi di una vicenda che continua a sollevare interrogativi. Tra le domande ancora senza risposta, spicca quella sulle reali motivazioni che hanno portato al rilascio di Almasri, nonostante il mandato di cattura internazionale.




