La NBA punta sull’Europa: al via una nuova lega dal 2026
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Redazione Sport
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La NBA, dopo anni di speculazioni e indiscrezioni, ha ufficializzato il suo progetto di espansione nel Vecchio Continente. Durante una conferenza stampa a New York, il commissioner Adam Silver – affiancato dal segretario generale della FIBA, Andreas Zagklis – ha presentato al Board of Governors, l’assemblea dei trenta proprietari delle franchigie, un piano concreto per lanciare una competizione europea a partire dal 2026. L’iniziativa, accolta con favore dagli owner, segna una svolta epocale nel panorama del basket internazionale, riportando la FIBA al centro della scena dopo decenni di tensioni con l’EuroLeague.
Il modello proposto prevede una lega composta da sedici squadre, delle quali dodici avranno una partecipazione fissa, mentre le restanti quattro saranno soggette a un meccanismo di rotazione, con promozioni e retrocessioni. Un sistema ibrido, dunque, che combina elementi delle franchigie americane con la tradizione sportiva europea. La gestione delle nuove squadre sarà condivisa al 50% tra la NBA e i partner locali, un dettaglio non secondario che dimostra la volontà di integrare realtà già consolidate nel tessuto cestistico del continente.
La scelta di coinvolgere la FIBA non è casuale. La federazione, che negli ultimi vent’anni aveva visto ridimensionato il proprio ruolo a favore dell’EuroLeague – nata come progetto privato in opposizione al suo controllo – torna così a giocare un ruolo di primo piano. Le tensioni tra le due organizzazioni, legate soprattutto a dispute sul calendario e sulla governance, potrebbero ora trovare una nuova dinamica, con la NBA a fare da ago della bilancia.
Silver, nel suo intervento, ha sottolineato che "è arrivato il momento" di compiere questo passo, definendolo logico per una lega che da tempo guarda all’Europa come mercato strategico. Del resto, i successi delle partite di regular season giocate a Londra e Parigi, insieme alla crescente popolarità degli atleti NBA nel continente, hanno reso inevitabile un’operazione di questo tipo. Restano da sciogliere diversi nodi, a cominciare dalla selezione delle città ospitanti e dall’integrazione con i campionati nazionali, ma la direzione è ormai tracciata.




