Germania in bilico sulle sanzioni Ue contro Israele, mentre Bruxelles prepara il pacchetto
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Redazione Esteri
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Il governo tedesco, secondo quanto dichiarato dal suo portavoce Stefan Kornelius, non ha ancora formalizzato la propria posizione riguardo alle proposte di sanzioni avanzate dall’Unione europea nei confronti di Israele, il cui contesto è l’operazione militare in corso a Gaza. Kornelius, interpellato nel corso di una conferenza stampa, ha affermato che Berlino è a conoscenza delle iniziative in discussione da parte della Commissione, le quali verranno presentate ufficialmente proprio oggi, ma che al momento manca una presa di posizione definitiva da parte dell’esecutivo guidato da Olaf Scholz.
Questa indecisione tedesca arriva in un momento cruciale, mentre l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Kaja Kallas, ha definito “robusto” il pacchetto di misure predisposto, sottolineando come l’obiettivo primario non sia punire Israele bensì migliorare le condizioni disperate nella striscia di Gaza, in una situazione da lei stessa definita “intollerabile”. Il pacchetto, che per essere approvato richiede l’unanimità di tutti gli Stati membri – ragion per cui il voto della Germania risulta decisive –, includerebbe, oltre a misure contro esponenti di Hamas, anche sanzioni mirate verso quelli che Bruxelles considera “ministri israeliani estremisti” e coloni violenti.
Nello specifico, la Commissione europea ha proposto agli Stati una sospensione parziale delle clausole commerciali più vantaggiose previste dall’accordo di associazione Ue-Israele, la quale comporterebbe l’applicazione di dazi doganali su merci per un valore complessivo stimato di 5,8 miliardi di euro. A questo si aggiungono misure restrittive, come il congelamento di beni e il divieto di ingresso nell’Unione, rivolte a due specifici membri del governo israeliano – il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e quello per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir –, a tre coloni, a sei organizzazioni a loro collegate e a dieci membri del gruppo dirigente di Hamas.




