Tuffo nel lago di Como a Mandello del Lario, il Corpo del 15enne recuperato a dieci metri di profondità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La temperatura quasi estiva, quella che nei fine settimana di ponte spinge a cercare refrigerio ovunque – e il lago di Como, con le sue acque ancora fresche ma apparentemente invitanti, non fa eccezione – ha portato un gruppo di ragazzi, arrivati in treno dalla Brianza e dal Milanese, a scegliere la piattaforma della Canottieri Moto Guzzi a Mandello del Lario come meta per un picnic improvvisato. Ed è proprio lì, in quella che doveva essere una gita spensierata tra amici, che un quindicenne ha perso la vita dopo essersi tuffato senza più riuscire a riemergere. La stagione balneare, di fatto appena iniziata con il ponte del primo maggio, si è quindi aperta nel peggiore dei modi possibili, lasciando i compagni del minore a confrontarsi con l’inimmaginabile.

Una dinamica ancora al vaglio dei carabinieri

L’allarme è stato lanciato dagli stessi amici che assistevano alla scena, i quali hanno visto il ragazzo scomparire sott’acqua senza fare ritorno in superficie. Sul posto sono accorsi tempestivamente i vigili del fuoco, che hanno coordinato le operazioni di ricerca avvalendosi anche di una squadra di sommozzatori; questi ultimi, dopo aver scandagliato il fondale, hanno individuato il senza vita a una profondità di circa dieci metri, recuperandolo poi per affidarlo al personale del 118. I sanitari, una volta estratta la salma dall’acqua, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, mentre i carabinieri – intervenuti anch’essi immediatamente – hanno aperto un fascicolo per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

La giornata sul lago trasformata in tragedia

Il quindicenne si trovava in compagnia di un gruppo di coetanei, con i quali aveva organizzato una gita fuori porta approfittando delle giornate calde; nessuno di loro, stando alle prime informazioni raccolte dagli inquirenti, avrebbe potuto immaginare che un tuffo, forse compiuto con troppa sicurezza o in un tratto d’acqua insidioso, si sarebbe trasformato in una disgrazia. La piattaforma Moto Guzzi, luogo noto per la sua conformazione e frequentato soprattutto da giovani e turisti, era diventata negli ultimi anni un punto di ritrovo informale, privo però di controlli o sorveglianza dedicati. Le ricerche, coordinate dai vigili del fuoco con il supporto del personale a terra, sono proseguite senza sosta fino al momento del ritrovamento, avvenuto a una distanza ravvicinata dal punto del tuffo.

Accertamenti in corso e recupero del

Una volta estratto il dai sommozzatori, lo stesso è stato consegnato agli operatori sanitari presenti sulla riva, i quali hanno ufficializzato il decesso del quindicenne; da quel momento la salma è stata posta sotto la giurisdizione dell’autorità giudiziaria, in attesa degli eventuali accertamenti disposti dalla procura di Lecco, che potrebbe richiedere un esame autoptico per escludere concause diverse dal semplice annegamento. I carabinieri stanno ascoltando in queste ore i testimoni, a partire proprio dagli amici che hanno assistito alla scena, per raccogliere ogni elemento utile a chiarire se il ragazzo abbia urtato contro qualche ostacolo sommerso o se sia stato colto da un malore improvviso. Il lago di Como, specchio d’acqua dalle apparenze ingannevoli, torna così a essere teatro di una delle tragedie più classiche e insieme più dolorose dell’estate che muove i primi passi.

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