Sub trova un cadavere a 40 metri di profondità nel lago Maggiore, recupero in corso a Castelveccana

Sub trova un cadavere a 40 metri di profondità nel lago Maggiore, recupero in corso a Castelveccana
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quello che doveva essere un'immersione ricreativa nelle acque del lago Maggiore si è trasformato in una scoperta macabra: un sub amatoriale, esplorando i fondali al largo di Castelveccana, in provincia di Varese, ha individuato il corpo senza vita di una persona adagiato sul fondo sabbioso a circa 40 metri di profondità.

La segnalazione, giunta nella tarda mattinata di domenica 12 luglio, ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi, con i vigili del fuoco che hanno dispiegato mezzi e personale specializzato per il recupero della salma in un'area del lago, quella antistante la località Caldé, che è abitualmente frequentata da appassionati di subacquea per le sue caratteristiche morfologiche.

Il ritrovamento e le operazioni di recupero

Il sub, una volta emerso dopo aver visto il corpo a una sessantina di metri dalla riva, non ha esitato a lanciare l'allarme al 112, fornendo indicazioni precise sulla posizione del ritrovamento. Sul posto sono quindi intervenuti i vigili del fuoco con un'autopompa e un battello pneumatico da soccorso, mentre da Malpensa è stato fatto decollare l'elicottero di stanza al Nucleo elicotteri per supportare le ricerche dall'alto e agevolare le operazioni.

Una squadra del Nucleo sommozzatori, specializzata in interventi subacquei, si è immersa per verificare la condizione del corpo e predisporre il recupero, che si è concretizzato intorno alle 14.20, quando la salma è stata portata a bordo di un battello e trasferita a riva.

Le difficoltà nell'identificazione

L'identificazione della persona, al momento, si presenta complessa a causa delle condizioni in cui il corpo è stato rinvenuto dopo un periodo di permanenza sul fondale, circostanza che rende necessario l'intervento della polizia scientifica per accertamenti più approfonditi. La profondità a cui il cadavere è stato trovato – 40 metri – e il tempo trascorso dall'immersione alla rimozione dalla ghiaia, dove era adagiato, potrebbero aver compromesso i consueti elementi di riconoscimento, richiedendo analisi più dettagliate.

Gli inquirenti, dopo il recupero, hanno avviato le procedure di rito per cercare di risalire all'identità dell'uomo, senza escludere nessuna pista.

L'ipotesi legata alla scomparsa di un anno fa

Sul lago Maggiore, che in questo tratto è una meta turistica molto gettonata dagli amanti delle immersioni, non mancano i precedenti di incidenti e sparizioni, tanto che gli investigatori stanno valutando se il cadavere possa essere riconducibile alla scomparsa di un 21enne di cui si erano perse le tracce circa un anno fa nelle stesse acque.

L'ipotesi, al momento ancora da verificare con gli esami del caso, ha spinto gli inquirenti a confrontare i dati del ritrovamento con le informazioni relative a quell'ultimo caso di dispersione, nella speranza di poter finalmente dare un nome al corpo emerso dal fondale. Le indagini proseguono ora con il supporto della polizia giudiziaria, mentre la salma è stata a disposizione dell'autorità per i successivi accertamenti medico-legali.

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