Spalletti sollevato dall’incarico: la Nazionale chiude l’era dopo due anni e la sconfitta con la Norvegia
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Redazione Sport
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Luciano Spalletti non è più il commissario tecnico della Nazionale italiana. L’annuncio, arrivato alla vigilia della partita contro la Moldova, ha chiuso un capitolo breve e controverso, segnato dall’ultimo, pesante 3-0 subito in Norvegia. "Ieri sera con il presidente Gravina siamo stati insieme a lungo, come sempre, e mi ha comunicato la decisione", ha detto Spalletti in conferenza stampa, prima di lasciare improvvisamente la sala, visibilmente scosso. "Avrei preferito rimanere, ma prendo atto dell’esonero".
Quella di Spalletti, che aveva preso le redini della squadra azzurra dopo l’addio di Roberto Mancini, è stata un’avventura mai decollata davvero. Tra luci e ombre, il tecnico toscano – reduce dal trionfo col Napoli – non è riuscito a imprimere una svolta, e la sconfitta di Oslo, che complica la qualificazione ai Mondiali, ha accelerato la rottura. "Gravina mi ha dato questa opportunità e gliene sarò sempre grato", ha aggiunto, senza nascondere un velo di amarezza.
La Federazione, intanto, sembra già aver individuato il successore: Claudio Ranieri, storico allenatore con un passato da ct della Grecia, è la prima scelta. Ma mentre la macchina del calcio italiana prova a voltare pagina, resta l’immagine di un Spalletti che, interrotto da una domanda sulla presunta delusione, ha preferito troncare netto. "Perché? Gravina, Massimiliano, Marco…", ha borbottato, prima di alzarsi e uscire.




