Spalletti rischia la panchina, martedì il faccia a faccia con Gravina dopo il flop di Oslo
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Redazione Sport
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La sconfitta per 3-0 contro la Norvegia ha lasciato l’Italia con un’eredità pesante: quella di un cammino verso i Mondiali 2026 già compromesso, e un tecnico che, pur da poco insediato, si ritrova con il futuro appeso a un filo. Luciano Spalletti, che aveva cercato di anticipare l’incontro con il presidente federale Gabriele Gravina, dovrà attendere martedì per chiarire la sua posizione. Un confronto che, nelle intenzioni della Figc, dovrebbe servire a "rimettere ordine", ma che nella sostanza potrebbe trasformarsi in un ultimatum.
Repubblica ha sbattuto in apertura la notizia della crisi, sottolineando come Spalletti "si senta in discussione", esattamente come accadde dopo gli Europei. E se i social gridano al plebiscito per Claudio Ranieri – nome tornato alla ribalta con insistenza –, la federazione sembra voler prendere tempo, almeno fino alla sfida di Reggio Emilia contro la Moldova, il 9 giugno. Ma è difficile ignorare il dato più allarmante: l’Italia, dopo il disastro del 2018 e quello del 2022, rischia di mancare per la terza volta consecutiva la qualificazione alla fase finale di un Mondiale. Un precedente che, nella storia azzurra, non ha eguali.
Quello che pesa, più del risultato in sé, è l’assenza di reazione. A Oslo, la squadra è sembrata apatica, priva di idee, lontana anni luce dall’immagine che Spalletti aveva provato a costruire nei mesi scorsi. E se Gravina – che pure aveva puntato tutto sul tecnico toscano – volesse correre ai ripari, le opzioni non mancherebbero: dal "Mancini-bis" fino all’ipotesi, estrema ma non impossibile, di un allenatore straniero. Intanto, a Coverciano, si cerca di tenere unito il gruppo, ma le crepe sono ormai evidenti.




