Spotify si dà al fitness con le lezioni Peloton e apre una nuova sezione allenamenti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non bastava più fare da colonna sonora, talvolta intrusiva e altre volte motivante, ai piegamenti affannosi di chi cerca di sopravvivere a un circuito in salotto. Spotify, infatti, ha deciso di alzare la posta in gioco trasformando la propria piattaforma in un vero e proprio centro di allenamento digitale. L’operazione, che arriva dopo anni di espansione nel settore dei podcast e degli audiolibri, si chiama “Fitness with Spotify” ed è già accessibile all’interno dell’applicazione che usiamo ogni giorno: una sezione nuova di zecca, affiancata a quelle per la musica e i contenuti parlati, dedicata esclusivamente ai workout guidati. Dove c’è musica, insomma, spesso c’è anche attività fisica, e la società svedese ha colto il nesso trasformandolo in una strategia commerciale precisa.
Lezioni on demand e pubblicità assente per chi paga
L’accesso a questa novità, però, non sarà uniforme per tutti gli utenti. Da un lato, chi utilizza la versione gratuita o quella Premium standard troverà playlist curate e contenuti realizzati dai cosiddetti creator del benessere, cioè quei professionisti del fitness che già popolano i social network con esercizi brevi e coinvolgenti. Dall’altro, e qui sta il vero salto di qualità, gli abbonati Premium dei mercati supportati potranno attingere a un catalogo decisamente più so: oltre 1.400 lezioni on demand firmate Peloton, senza interruzioni pubblicitarie, incluse nel prezzo che già pagano ogni mese. La partnership con l’azienda americana delle cyclette connesse – nota per avere trasformato l’esercizio in casa in una sorta di culto tecnologico – non è quindi una semplice integrazione musicale, ma un vero e proprio innesto di contenuti strutturati.
L’app di streaming si fa palestra sullo smartphone
Spotify, insomma, non si limita più a suggerire la colonna sonora ideale per i piegamenti o per la corsa sul tapis roulant. Adesso vuole diventare la palestra stessa, offrendo video allenamenti completi che guidano l’utente movimento dopo movimento, con tanto di istruzioni vocali e tempistiche scandite. Una mossa che allarga in modo significativo l’ecosistema dell’app: si passa dall’ascolto passivo alla partecipazione attiva, con lo smartphone che diventa, di fatto, un coach tascabile. Le lezioni Peloton, disponibili a questo punto senza costi aggiuntivi per chi è già abbonato, coprono diverse discipline – dal ciclismo indoor allo yoga, passando per l’allenamento della forza e l’high intensity – e arrivano tutte senza la pubblicità che invece interrompe i contenuti per gli utenti free.
Un catalogo da 1.400 lezioni, ma non per tutti i Paesi
La disponibilità geografica, bisogna aggiungerlo, rappresenta il vero discrimine. Se i contenuti dei creator wellness verranno distribuiti in modo piuttosto ampio, il corpus principale delle lezioni Peloton resterà riservato ai mercati dove l’accordo è stato tecnicamente e legalmente attivato. Chi vive in una regione non supportata, pur pagando il Premium, si dovrà accontentare delle playlist tematiche e dei video meno strutturati. La scelta, per quanto limitante, non è stata commentata dai vertici dell’azienda in termini di tempistiche di espansione, né sono state fornite mappe dettagliate delle aree coperte. Quel che è certo è che, da oggi, aprendo l’app, accanto a centinaia di milioni di brani e a decine di migliaia di podcast, appare una nuova voce: “Fitness”. E dentro ci sono quelle 1.400 lezioni, ma solo per i più fortunati, come si diceva all’inizio.




