Barcolana 57, il quarto posto delle Fiamme Gialle e il dodicesimo di Fincantieri
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Redazione Sport
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È partita alle dieci e trenta del mattino la Coppa d’Autunno, la prova che ha ufficialmente chiuso la cinquantasettesima edizione della Barcolana, dipanandosi nello scenario suggestivo del Golfo di Trieste, dove millenovecentosessantacinque imbarcazioni hanno dato vita a quello che è universalmente riconosciuto come l’appuntamento velico più partecipato a livello globale. Un evento, questo, al quale la Guardia di Finanza prende parte con un impegno costante, caratterizzato da orgoglio e professionalità, elementi che ne hanno fatto un punto di riferimento indiscusso nell’ambito della kermesse. La manifestazione, sebbene i numeri delle barche iscritte – oltre quindicimila le persone in acqua – mostrino un’evidente ripresa rispetto al periodo pandemico, ha lasciato trasparire una certa riduzione dell’afflusso a terra, con stand che spesso si sono rivelati distanti dal mondo della vela e del mare, un segnale che ha condotto alcuni a riflettere su un possibile cambiamento d’atmosfera rispetto agli anni più fulgidi.
Il risultato del Team Fiamme Gialle-Nice
In un contesto così articolato, il Team Fiamme Gialle-Nice ha centrato un prestigioso quarto posto, piazzamento che sottolinea la competitività del team legato all’Arma, il quale, navigando con perizia in un campo tanto folto e agguerrito, ha confermato il proprio status di protagonista. A bordo, l’equipaggio ha gestito le variabili del vento e del percorso con una determinazione che è stata premiata dalla classifica, ottenendo un risultato di assoluto rilievo se si considera la massa di partecipanti, molti dei quali dotati di mezzi tecnologicamente avanzati e di equipaggi di altissimo livello. La loro performance, che si inserisce in una tradizione di eccellenza, dimostra come la preparazione atletica e la sinergia di gruppo siano ingredienti fondamentali per emergere in una competizione così unica nel suo genere.
L’ottima prestazione di Fincantieri
Non è stata da meno l’imbarcazione “Doers on Board” di Fincantieri, la quale, alla medesima edizione della storica regata internazionale, ha conseguito un lusinghiero dodicesimo posto nella generale, distinguendosi tra una marea di concorrenti che superavano il millesettecento. Un traguardo, questo, che parla non solo di capacità marinaresche ma anche del valore di un progetto che unisce il sapere tecnico alla passione per la vela, elementi che hanno permesso alla barca di ritagliarsi una posizione di tutto rispetto in una giornata dove ogni scelta tattica e ogni manovra sono state decisive. Il risultato, oltre a portare lustro al nome del cantiere navale, evidenzia come il settore della nautica da competizione rappresenti un banco di prova importante per tecnologie e competenze che trovano poi applicazione in ambiti più vasti.
Il quadro complessivo della manifestazione
La Barcolana, regata velica più affollata del Mediterraneo, si è dunque confermata un appuntamento di massa, capace di richiamare un numero sterminato di appassionati e di semplici curiosi, sebbene, come accennato, qualcuno ne abbia percepito un affievolimento del legame emotivo, quasi come se quel simbolo avesse smesso di rappresentare compiutamente lo spirito di chi vi partecipa o vi assiste. Ciò non toglie che l’evento mantenga intatta la sua capacità di generare emozioni forti e di mettere in scena una sfida sportiva di rara intensità, dove i protagonisti, dai team professionisti ai velisti dilettanti, si misurano in condizioni spesso proibitive, contribuendo a scrivere una nuova pagina di storia della vela. Le acque di Trieste, con il loro carico di sfide e di bellezza, hanno ancora una volta offerto un palcoscenico unico al mondo.




