Barcolana, il Golfo di Trieste si popola di 1865 vele per la regata più affollata del mondo
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Redazione Interno
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Il Golfo di Trieste, in questa domenica di ottobre, offre il suo volto più spettacolare, con un cielo terso e un borino che soffia sostenuto a quasi nove metri al secondo, condizioni ideali per scrivere un nuovo capitolo della storia velica. Alle 10.30 in punto, il colpo di cannone ha dato il via alla cinquantasettesima edizione della Barcolana, alla quale partecipano un’armata di 1865 imbarcazioni, un vero e proprio esercito del mare che si contendono la vittoria in quella che è, per numero di partecipanti, una delle regate più affollate a livello globale. L’evento, seguito in diretta dalle telecamere, trasforma l’area antistante la città in un palcoscenico unico, un caleidoscopio di vele e colori che si muove all’unisono nonostante la feroce competizione in atto.
Il percorso e i favori per il podio
Confermato il tracciato dello scorso anno, un quadrilatero di tredici miglia nautiche con vertici fissi che impone tattiche precise e manovre impeccabili. La linea di partenza, posizionata tra Barcola e Miramare, si sviluppa inizialmente per 4,3 miglia seguendo una rotta di 210 gradi, per poi affrontare un disimpegno di 0,90 miglia verso 332 gradi, un percorso che mette a dura prova equipaggi e timonieri. Gli occhi degli appassionati, naturalmente, sono puntati sul maxi yacht Arca di Furio Benussi, che dopo aver trionfato nelle ultime due edizioni, tenta ora l’impresa del tris. La sua sfida, però, assume un sapore particolare, diventando una questione di famiglia: a dargli la caccia, infatti, c’è un’altra barca di proprietà del clan Benussi, condotta dalla figlia Marta, al timone, e dal fratello Gabriele, responsabile della tattica. Tra i principali contendenti per un piazzamento di prestigio figurano anche Prosecco Doc Shockwawe3, la barca delle Fiamme Gialle Nice, Anywave e Anemos, che può contare sull’esperienza leggendaria di Mauro Pelaschier alla ruota.
Un rito che unisce professionisti e appassionati
La mattinata che ha preceduto la regata è stata caratterizzata da un gesto di accoglienza divenuto ormai tradizione, con il presidente della Società Velica Barcola Grignano, Mitja Gialuz, che ha personalmente consegnato delle brioche agli equipaggi sulle barche ormeggiate. Un piccolo rito, questo, che sottolinea lo spirito di un evento capace di attrarre, in egual misura, professionisti della vela e semplici dilettanti, molti dei quali hanno raggiunto Trieste da diverse regioni d’Italia e dall’estero. L’atmosfera che si respira lungo le Rive e sul molo Audace è quella di una grande festa popolare, sebbene l’attesa per la competizione serpeggi tra gli addetti ai lavori, carica di quella tensione che solo una sfida così imponente sa generare.
La regata come fenomeno collettivo
Oltre alla competizione sportiva vera e propria, che vedrà le barche più veloci lottare per l’ambito trofeo, la Barcolana si manifesta come un fenomeno di massa che trasforma il mare in un’esperienza condivisa. La presenza di così tante imbarcazioni, di ogni forma e dimensione, crea uno spettacolo visivo di rara intensità, un mosaico in movimento dove la strategia individuale si fonde con la maestosità dell’insieme. Il vento, protagonista indiscusso della giornata, sembra assecondare i desideri di questo popolo del mare, spingendo le vele in una danza collettiva che ogni anno rinnova il profondo legame tra la città di Trieste e la sua regata più celebre.




