Barcolana, Arca di Furio Benussi vince per la terza volta consecutiva
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Redazione Sport
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La cinquantasettesima edizione della Barcolana, la popolare regata che trasforma il golfo di Trieste in un palcoscenico affollatissimo di barche e di sguardi, ha visto ancora una volta il suo protagonista più assoluto. A solcare le acque con incontrastata autorità è stata infatti Arca, il maxi yacht da competizione di cento piedi guidato dallo skipper Furio Benussi, che si è aggiudicato la Coppa d’Autunno per il terzo anno consecutivo. Un traguardo, questo, che consolida un dominio ormai storico e che Benussi stesso ha commentato, al termine di una prova definita “perfetta”, sottolineando l’emozione di gareggiare “davanti a un pubblico così, a una città così”. Dopo il superamento dell’ultima boa, la celebrazione si è spostata verso le Rive, dove una folla numerosissima ha assistito alla tradizionale passerella delle imbarcazioni, acclamando i vincitori in un clima di generale euforia.
Un podio tutto di famiglia
Quella che si è dipanata nelle acque triestine, tuttavia, non è stata una semplice affermazione personale, ma ha assunto i contorni di una vera e propria festa di famiglia. A rendere ancor più significativo il successo di Furio Benussi, infatti, è stato il secondo posto conquistato da Marta 07, un’imbarcazione dalle dimensioni più contenute condotta da due membri del suo stesso nucleo familiare: la figlia Marta e il fratello Gabriele Benussi. Una doppietta, questa, che ha trasformato la competizione in un evento domestico, pur nella sua levatura internazionale, e che ha assegnato ai Benussi i due gradini più alti del podio, suggellando una giornata indimenticabile per la loro dinastia velica.
L’equipaggio di una macchina da regata
Guidare un’imbarcazione complessa come Arca richiede, com’è ovvio, una squadra affiatata e di altissimo livello, la cui perizia tecnica costituisce un elemento decisivo per il successo. Alla tattica, in questa edizione della Barcolana, sono stati chiamati altri professionisti del settore, ai quali è stato affidato il compito di interpretare vento e correnti, tracciando la rotta più vantaggiosa per il centopiedi del Fast and Furio Sailing Team. Un lavoro di squadra, il loro, che si è perfettamente integrato con la guida esperta di Benussi, contribuendo in maniera determinante a forgiare un risultato che pochi, ormai, mettono in discussione quando si parla della regata triestina.
Il palcoscenico delle Rive
Mentre le imbarcazioni completavano il percorso di gara, il cuore dell’evento batteva con forza lungo le Rive di Trieste, dove migliaia di appassionati e curiosi si erano assiepati per non perdere neppure un istante dello spettacolo. L’atmosfera, carica di attesa durante la competizione, è esplosa in un tripudio di festa al momento della passerella, quando gli equipaggi hanno potuto ricevere il caloroso abbraccio della città. Uno di quelli, per l’appunto, che lo stesso Furio Benussi ha voluto ringraziare, riconoscendo in quel sostegno corale una parte essenziale del fascino unico di questa manifestazione.




