Arca vince per la terza volta consecutiva la Barcolana, sul podio anche la famiglia Benussi
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Redazione Sport
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La regata che colora il Golfo di Trieste ha nuovamente incoronato un campione, in una giornata di festa che ha richiamato, come di consueto, migliaia di appassionati sulle Rive. A solcare per primo le acque del traguardo, superando l'ultima boa con il suo inconfondibile scafo, è stato il maxi yacht Arca, che sotto la guida esperta di Furio Benussi ha replicato i successi delle due edizioni precedenti. Un tris di vittorie, questo, che consolida un dominio ormai indiscutibile nella competizione velica più affollata del Mediterraneo, suggellando un legame indissolubile tra lo skipper, la sua imbarcazione e la città che le fa da cornice.
Un trionfo annunciato e una passerella trionfale
L'arrivo di Arca, la maestosa barca da competizione da cento piedi, è stato accolto da un boato di giubilo da parte della folla assiepata lungo il molo, testimone di una passerella che ha assunto i toni di una celebrazione. Lo stesso Benussi, visibilmente emozionato, ha definito quella appena conclusa «una giornata perfetta», unendo al merito sportivo il riconoscimento per il pubblico e per Trieste, che con il suo entusiasmo ha contribuito a rendere unico l'evento. La vittoria, sebbene attesa da molti, non è stata semplicemente un atto formale, ma il punto d'arrivo di una performance calibrata, nonostante le condizioni del vento, che altrove hanno creato non pochi grattacapi.
La sfida in famiglia dietro il vincitore
A rendere ancor più speciale questo successo, conferendo alla competizione una dimensione intima e familiare, è stato il podio tutto Benussi. Proprio alle spalle di Arca, infatti, si è piazzata Marta 07, un'imbarcazione di dimensioni più contenute ma guidata da un equipaggio d'eccezione: a condurla, infatti, erano Marta, figlia di Furio, e Gabriele, suo fratello. Una circostanza che ha trasformato la regata in una sorta di duello casalingo, seppur amichevole, dove il talento velico si è tramandato tra congiunti, regalando alla manifestazione una di quelle storie che vanno al di là del mero risultato sportivo.
Il contesto generale: traffico e bonaccia
Se il vertice della classifica è stato appannaggio di poche, seppur blasonate, imbarcazioni, il resto del vastissimo campo di regatanti ha dovuto affrontare una prova ben diversa, caratterizzata da una scarsità di vento che ha reso la navigazione particolarmente complessa. La prima boa, in assenza di una brezza sostenuta, è diventata il teatro di un vero e proprio traffico navale, con centinaia di barche costrette a muoversi con lentezza e in spazi ristretti. Una condizione, questa, che ha messo a dura prova la pazienza e la perizia degli equipaggi meno competitivi, i quali hanno comunque contribuito, con la loro massa variegata, a quell'inconfondibile spettacolo di colori e di vele che solo la Barcolana sa offrire.




