Il cervello ha cinque vite: le sue trasformazioni dai 0 ai 90 anni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Promuovere una comprensione completa del cervello umano significa guardare oltre la semplice crescita volumetrica, osservando piuttosto come le connessioni neurali, in un processo dinamico e continuo, si organizzano e si riorganizzano lungo l’intero arco dell’esistenza. Lo studio condotto dall’MRC Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge, che ha analizzato quasi 4.200 immagini di risonanza magnetica di persone dai 0 ai 90 anni, utilizza tecniche avanzate di tracciamento delle fibre e di teoria dei grafi per svelare l’evoluzione topologica della rete cerebrale, rivelando un quadro molto più articolato di quanto ipotizzato in precedenza. Se vi siete mai chiesti perché la vita sembri suddivisa in fasi distinte, ora esiste una risposta strutturale che arriva direttamente dal nostro cranio, una mappatura del “cablaggio neurale” che identifica cinque grandi epoche nella struttura cerebrale media di una persona.

Le cinque epoche del cervello

La ricerca, portata avanti da neuroscienziati dell’Università di Cambridge, dimostra che l’organo non mantiene affatto una struttura statica, ma attraversa invece trasformazioni profonde legate a momenti chiave dello sviluppo. In ciascuno di questi stadi, che corrispondono grosso modo all’esplosione di apprendimento dell’infanzia, all’efficienza giovanile, alla stabilità matura e ai successivi cambiamenti dell’età avanzata, il cervello si riorganizza per favorire modalità diverse di pensare, di apprendere e di adattarsi all’ambiente che ci circonda. Si tratta di un rimodellamento costante, il quale non procede in modo lineare ma attraverso salti e riassetti la cui portata è stata finalmente quantificata.

Una nuova adolescenza neurologica

Una delle scoperte più rilevanti di questo nuovo modello di sviluppo cerebrale è che la piena maturità neurologica degli adulti arriva molto dopo la maggiore età legale. Secondo le analisi, diventiamo davvero adulti non quando compiamo i diciotto o i vent’anni, bensì addirittura dieci anni più tardi. Lo studio individua infatti un’adolescenza neurologica che si estende dai 9 fino ai 32 anni, un periodo durante il quale il cervello continua, ininterrottamente, a raffinare le connessioni e ad aumentare la propria efficienza operativa. È in questa lunga fase, che possiamo considerare una seconda vita del cervello, che si consolida la transizione verso un funzionamento tipico dell’età adulta.

Oltre i trent'anni: stabilità e cambiamenti

Superata la soglia dei trent’anni, il cervello entra in una fase di relativa stabilità, che però non equivale affatto a un arresto dei processi evolutivi. Le connessioni neurali, dopo aver raggiunto un picco di efficienza, iniziano un lento e progressivo percorso di riorganizzazione che caratterizza le fasi successive della vita, fino ad arrivare alla terza età. Questa visione, che considera l’intera esistenza come un unico, lungo processo di sviluppo, sfida le vecchie concezioni che collocavano il completamento dello sviluppo cerebrale alla fine dell’adolescenza, offrendo una prospettiva radicalmente nuova su come invecchiamo e su come impariamo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.