La tempesta di neve paralizza il nordest degli Stati Uniti: New York blindata, scuole chiuse e migliaia di voli cancellati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Oltre quaranta centimetri di neve caduti in meno di ventiquattr’ore, raffiche di vento che hanno superato i sessanta chilometri orari e una visibilità ridotta a meno di quattrocento metri: è questo il bollettino della violentissima bufera che si è abbattuta sul nordest degli Stati Uniti, colpendo con particolare intensità l’area metropolitana di New York e gettando nel caos una fascia territoriale che si estende dal Maryland fino al Maine, dove l’allerta meteo ha coinvolto oltre quaranta milioni di residenti. Il sindaco della Grande Mela, Zohran Mamdani, ha dichiarato lo stato di emergenza, imponendo il divieto di circolazione per tutti i veicoli non essenziali e chiudendo le scuole pubbliche, una misura che resterà in vigore anche nella giornata di domani, martedì ventiquattro febbraio, regalando ai più piccoli quella che lo stesso primo cittadino ha definito una "vecchia scuola" giornata di pausa forzata, lontana dalle lezioni a distanza cui si era purtroppo abituati negli anni passati -1-8.

Trasporti in ginocchio e disagi diffusi, dalla chiusura degli aeroporti alla sospensione dei treni

Le conseguenze della tempesta, che il servizio meteorologico nazionale ha descritto come un evento capace di rendere le condizioni di viaggio "quasi impossibili", si sono riversate con violenza su tutta la rete infrastrutturale della regione, mettendo in crisi il sistema dei trasporti in un modo che non si vedeva da almeno un decennio -5. I maggiori hub aeroportuali dell'area, dall'aeroporto John F. Kennedy di New York al LaGuardia, passando per il Logan di Boston e il Newark Liberty nel New Jersey, hanno registrato cancellazioni a catena, con un numero complessivo di voli soppressi che, secondo i dati forniti dal portale di monitoraggio FlightAware, ha superato quota cinquemila solo per la giornata di lunedì, a cui si aggiungono le oltre milleseicento cancellazioni già annunciate per la giornata di martedì -3-9. A Filadelfia, dove le operazioni di volo erano state sospese per gran parte della mattinata, la ripresa è arrivata solo nel primo pomeriggio, sebbene in un clima di pesanti ritardi e con decine di collegamenti cancellati, lasciando migliaia di passeggeri in attesa di poter raggiungere le proprie destinazioni -4.

Non sono state risparmiate neppure le principali arterie autostradali, molte delle quali sono state chiuse al traffico per consentire l'intervento dei mezzi spazzaneve e per evitare incidenti che, in condizioni di scarsa visibilità e con il manto stradale reso viscido dalla neve compattata, avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi. L'ufficio del governatore di New York, Kathy Hochul, ha reso noto l'attivazione di un centinaio di membri della Guardia Nazionale, dispiegati nelle aree più colpite come Long Island e la bassa valle dell'Hudson, dove l'accumulo nevoso ha raggiunto picchi superiori ai cinquanta centimetri, sollevando non poche preoccupazioni per la tenuta della rete elettrica, messa a dura prova dal peso della neve e dalla forza del vento -3. La chiusura degli uffici pubblici, disposta in numerose città, ha di fatto paralizzato l'attività amministrativa, con la raccomandazione, rivolta dalle autorità a tutti i cittadini, di rimanere nelle proprie abitazioni, limitando gli spostamenti alla sola stretta necessità, un monito che è stato raccolto anche da molte aziende private, che hanno optato per lo smart working.

L'illusione di una primavera anticipata spazzata via dal gelo, mentre le operazioni di soccorso procedono tra le difficoltà

L'irrompere di questa bufera, che arriva dopo un weekend che aveva regalato temperature quasi primaverili e che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a una popolazione provata da un inverno particolarmente rigido, ha colto molti cittadini impreparati, costringendoli a modificare i propri programmi e a fare i conti con una natura che, ancora una volta, ha mostrato il suo volto più imperioso. Nel quartiere di Park Slope a Brooklyn, come in molte altre zone residenziali della città, la neve ha ricoperto ogni cosa, trasformando il paesaggio urbano in una cartolina silenziosa e ovattata, ma creando al contempo non poche difficoltà per i pedoni, costretti a muoversi con cautela su marciapiedi ghiacciati e spesso impraticabili. Le operazioni di sgombero della neve, coordinate dal dipartimento della sanità, procedono senza sosta, con centinaia di spazzaneve al lavoro per liberare le principali vie di comunicazione, un compito reso arduo dalla quantità di neve caduta e dalla sua consistenza, resa particolarmente pesante dall'umidità.

Nonostante la macchina dei soccorsi si sia messa in moto con tempestività, con l'apertura di centri di accoglienza riscaldati per chi ne avesse bisogno e con pattuglie di assistenti sociali impegnate a convincere i senzatetto a ripararsi nei rifugi, la tempesta ha comunque causato disagi notevoli, isolando intere comunità e mettendo a dura prova la resilienza di una metropoli abituata a non fermarsi mai. I blackout elettrici, sebbene per ora limitati a poche decine di migliaia di utenze, rimangono una minaccia concreta, e i vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire in diversi punti della città per rimuovere alberi pericolanti, il cui peso, aggravato dalla neve e dal ghiaccio, ne ha messo a repentaglio la stabilità. Mentre la bufera continua a imperversare, con le previsioni che indicano un miglioramento solo a partire dalla serata, la priorità per tutte le agenzie coinvolte resta quella di garantire l'incolumità dei cittadini, assicurando al contempo la continuità dei servizi essenziali.

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