Chat control, l'Unione europea supera l'obbligo di scannerizzare i messaggi privati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dell'Unione europea, dopo un lungo periodo di stallo, ha finalmente definito la sua posizione sul regolamento volto a prevenire e contrastare gli abusi sessuali sui minori online, un provvedimento che, nel dibattito pubblico, è noto soprattutto con il nome di "chat control". L'approvazione della posizione negoziale da parte dei rappresentanti permanenti, avvenuta in una seduta senza discussione, segna una svolta significativa, poiché introduce una modifica di non poco conto rispetto alla proposta iniziale avanzata dalla Commissione. Scompare, infatti, l'obbligo per le piattaforme di messaggistica, tra le quali WhatsApp è una delle più diffuse, di scansionare in maniera sistematica e generalizzata le comunicazioni private alla ricerca di materiale pedopornografico. Una misura, questa, che avrebbe di fatto richiesto l'abbassamento delle difese crittografiche dei servizi che si basano sulla crittografia end-to-end, sollevando non poche perplessità tra gli esperti di diritti digitali.

Le astensioni di Italia e Germania

Il via libera al nuovo testo, che è stato elaborato sulla base di una proposta danese, non è stato però unanime. Il voto, tenutosi a Bruxelles, ha infatti registrato le astensioni di due nazioni fondamentali come l'Italia e la Germania. Entrambi i governi, seppur per ragioni che potrebbero essere approfondite in sedi più opportune, hanno manifestato riserve sostanziali, concentrandosi in particolare sulle possibili ripercussioni in termini di tutela della privacy e sull'integrità della sicurezza delle comunicazioni cifrate. L'astensione italiana, in particolare, appare come un elemento politico di rilievo, considerando che la posizione ufficiale del paese si era espressa in più occasioni contro forme di controllo massivo delle chat e dei dati personali, un principio che sembrerebbe trovare conferma proprio nella modifica apportata al testo, la quale elimina il meccanismo più invasivo.

Il percorso verso l'approvazione definitiva

Nonostante le assenze nel voto, la proposta ha comunque ottenuto la maggioranza qualificata necessaria per il suo passaggio, dimostrando come una parte significativa degli stati membri sia intenzionata a procedere celermente. Il percorso legislativo prevede ora un voto formale al Consiglio Ue, la cui data è stata fissata per l'otto dicembre, un passaggio che sancirà ufficialmente l'inizio dei negoziati con il Parlamento europeo. In questi triloghi, che rappresentano una fase delicatissima, si deciderà la versione finale del regolamento, un compromesso tra la posizione del Consiglio e quella degli europarlamentari. L'attenzione, in questa fase, rimane alta, poiché il testo dovrà bilanciare l'indubbia e impellente necessità di proteggere i minori con la tutela di diritti fondamentali, come quello alla riservatezza delle comunicazioni.

Cosa cambia con il nuovo testo

La modifica principale introdotta dal Consiglio, come accennato, risiede nell'aver superato l'obbligo generalizzato di scansione delle chat private, un meccanismo che era stato oggetto di feroci critiche da parte di associazioni per i diritti civili e di esperti di cybersecurity. Il regolamento, così come è stato approvato nel suo mandato negoziale, si concentrerà presumibilmente su misure alternative, sebbene i dettagli operativi dovranno essere definiti nei prossimi colloqui. L'obiettivo di fondo, che resta quello di combattere con efficacia un fenomeno aberrante come la pedopornografia online, viene quindi perseguito attraverso un approccio che, almeno sulla carta, cerca di non minare alla base il principio di confidenzialità delle conversazioni digitali, un pilastro della vita moderna.

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