La Germania affonda il chat control, l'Ue divisa tra sicurezza e privacy
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Redazione Esteri
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L’ambizioso progetto di Bruxelles di scansionare sistematicamente le comunicazioni digitali private per scovare materiale pedopornografico, noto come “chat control”, si è infranto contro il netto rifiuto della Germania. Una decisione, questa, che di fatto preclude la formazione della maggioranza qualificata necessaria all’interno del Consiglio dell’Unione per l’approvazione del regolamento, il cui voto era atteso per la metà di ottobre. La posizione assunta da Berlino, frutto di un acceso dibattito interno e di pressioni provenienti dalla società civile, rappresenta una battuta d’arresto significativa per una proposta che mira a contrastare reati odiosi ma che solleva interrogativi profondi sull’inviolabilità della corrispondenza elettronica.
Il funzionamento controverso della misura
Il regolamento prevedeva l’impiego obbligatorio di tecnologie di intelligenza artificiale, le quali, operando direttamente sui dispositivi degli utenti, avrebbero analizzato in maniera automatizzata i contenuti scambiati attraverso applicazioni di messaggistica istantanea, social network e servizi di posta elettronica. Questo meccanismo di screening preventivo, presentato come uno strumento cruciale per la protezione dei minori, è stato paragonato da molti critici a un controllo di massa, equiparabile all’apertura di ogni singola lettera per verificarne la legittimità. Una simile procedura, come hanno sottolineato diversi giuristi, finirebbe per erodere il principio del segreto epistolare, che costituisce un pilastro delle democrazie liberali.
Le ragioni del no tedesco e lo stallo politico
A rendere pubblica la posizione del governo tedesco è stato il capogruppo parlamentare dei partiti CDU/CSU, il quale ha dichiarato senza mezzi termini l’opposizione a quello che è stato definito un “controllo senza motivo” delle chat private. Tale presa di posizione, che riflette un diffuso scetticismo nella popolazione, ha determinato uno stallo politico di notevole portata, privando la proposta del sostegno di uno degli Stati membri più influenti e popolosi. Senza l’appoggio della Germania, infatti, non si raggiungono le soglie minime richieste dal processo decisionale dell’Unione, sia in termini di numero di paesi che di percentuale della popolazione complessiva rappresentata.
Le perplessità tecniche e giuridiche
Oltre alle obiezioni di principio, il “chat control” ha suscitato forti perplessità riguardo alla sua stessa fattibilità tecnica e alla compatibilità con l’ordinamento giuridico europeo. Lo stesso servizio legale del Consiglio dell’Ue, secondo quanto trapelato, avrebbe espresso riserve sulla legittimità della misura, avanzando dubbi sulla sua proporzionalità e sul rischio di violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Curopa. Molte piattaforme di messaggistica, dal canto loro, hanno da tempo avvertito che l’obbligo di introdurre sistemi di scansione client-side le costringerebbe ad abbandonare la crittografia end-to-end, minando alla base la sicurezza di miliardi di conversazioni quotidiane.




