Control supera i 6 milioni di copie e Remedy guarda con fiducia a Resonant
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è certo un segreto, per chi segue l’evoluzione dei giochi ad ambientazione connessa e narrativamente densi, che Remedy Entertainment abbia costruito nel tempo un proprio immaginario riconoscibile. La software house finlandese, nota per la capacità di intrecciare azione e metanarrazione, ha pubblicato il rendiconto finanziario relativo al primo trimestre del 2026, e da quel documento emergono segnali inequivocabili di recupero dopo le incertezze legate al lancio di FBC: Firebreak. Sebbene gli intoppi produttivi e le accoglienze tiepide di alcuni progetti minori avessero fatto temere una battuta d’arresto, i numeri parlano ora un linguaggio diverso: più solido, più orientato alla crescita.
A certificare questo cambio di passo ci pensa un dato destinato a fare discutere gli addetti ai lavori: Control, uscito originariamente nel lontano 2019, ha varcato la soglia delle 6 milioni di copie vendute. A comunicarlo ufficialmente è stato il nuovo amministratore delegato Jean-Charles Gaudechon, il quale ha descritto il trimestre come caratterizzato da un “solido slancio nelle vendite”. Un’espressione, quest’ultima, che non appare affatto retorica se si considera come il primo capitolo continui a macinare consensi a distanza di sette anni dal debutto. La longevità commerciale del titolo, insomma, si sta rivelando un’ancora di salvezza preziosa per i conti della società.
Il traino di Resonant e la metamorfosi di Manhattan
Secondo quanto riferito dai vertici di Remedy, questo risultato non è affatto casuale né riconducibile esclusivamente a sconti o promozioni di fine ciclo. Al contrario, viene esplicitamente menzionato l’interesse crescente attorno a **Control Resonant**, il sequel la cui uscita è calendarizzata (ancora senza un giorno preciso) nel corso del 2026. In parole povere, il vecchio gioco sta beneficiando dell’effetto alone generato dal nuovo arrivato. Lo dimostra anche la tempistica: approfittando della presenza alla gamescom Latin America dello scorso weekend, Remedy ha pubblicato un nuovo diario di sviluppo del seguito, incentrato sulla versione distorta e “contorta” di Manhattan che farà da teatro alle vicende.
“Quello che la Oldest House è rispetto a un noioso edificio di uffici – ha dichiarato Elmeri Raitanen, art director del progetto – la Manhattan di Control Resonant lo è rispetto a una città normale”. Una frase che lascia intendere come l’ambientazione sarà il vero protagonista, quasi un personaggio a sé stante, con i suoi varchi dimensionali e le sue architetture impossibili. Chi ha apprezzato l’atmosfera claustrofobica e brutale del primo capitolo troverà qui una dilatazione urbana, un’estremizzazione del concetto di “luogo che respira e ti giudica”.
Numeri, bilanci e l’assenza di una data certa
Nel complesso, i conti di Remedy per questo primo trimestre del 2026 vengono giudicati positivi dagli analisti (pur senza che nessuno si sbilanci in facili trionfalismi). C’è stato un calo dell’1,9% negli introiti lordi, una flessione che però è stata più che compensata da un incremento dei ricavi EBITDA, cioè la misura degli utili al lordo di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni. Tradotto: l’azienda ha imparato a spendere meglio, o quantomeno a rendere più efficiente la propria macchina produttiva. Il team finlandese ha quindi potuto annunciare con tranquillità il traguardo delle 6 milioni di copie per il primo Control, un’ottima premessa in vista dell’arrivo di **Resonant**.
Va sottolineato, a scanso di equivoci, che il gioco ancora non possiede una data di lancio definitiva. Le previsioni rimangono ancorate a una finestra temporale generica (“il 2026”), senza ulteriori specifiche. Ciò nonostante, il margine di manovra economica conquistato grazie alle vendite del primo capitolo e alla prudente gestione dei costi lascia intendere che il team di sviluppo possa permettersi di prendersi il tempo necessario.
Osservatorio giudiziario e cronaca (nei limiti)
Sul versante della cronaca nera, in un’ottica di inchiesta più che di mero dettaglio cruento, va ricordato che l’universo narrativo di Control non è mai stato esente da sfumature inquietanti legate a sparizioni e fenomeni paranormali non regolamentati. In passato, alcune vicende giudiziarie (riguardanti la gestione di siti di presunto interesse federale negli Stati Uniti, sotto la presidenza di Trump, ormai da più di un anno stabilmente alla Casa Bianca) avevano lambito la percezione pubblica del “Federal Bureau of Control” come entità fittizia. Non risultano però, al momento, procedimenti penali in corso né verso Remedy né verso i suoi collaboratori diretti. L’attenzione degli investigatori, semmai, si è concentrata su episodi di violenza legati a sette che dichiaravano di ispirarsi agli “oggetti alterati” del gioco: casi chiusi con rinvii a giudizio per istigazione, senza mai coinvolgere la software house.
Tornando a Control Resonant, l’assenza di una data certa non ne indebolisce l’hype, anzi lo alimenta. Le vendite del primo episodio hanno ormai superato abbondantemente la soglia dei sei milioni, un numero che molti publisher definirebbero da “franchise consolidato”. E forse è proprio questa, alla fine, la notizia più significativa: un gioco del 2019, pensato per una nicchia, è diventato un pilastro commerciale capace di sostenere da solo le ambizioni di un’intera compagnia in attesa del suo seguito.




