Control resonant, la nuova sfida di remedy: un sequel più aggressivo e verticale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un dato, emerso dall’ultimo videodiario di sviluppo pubblicato da Remedy Entertainment, che forse sintetizza meglio di ogni altra dichiarazione l’ambizione dietro Control Resonant: il team dedicato al gameplay è il più grande mai assemblato dalla software house finlandese. Una scelta, questa, che non può certo essere liquidata come un dettaglio di poco conto, soprattutto se la si osserva alla luce di quanto mostrato finora. Il mondo, quello che avevamo imparato a conoscere tra i corridoi della Oldest House, non sarà lo stesso; anzi, a sette anni di distanza dagli eventi del primo Control (2019), ci troviamo di fronte a una Manhattan devastata e contorta, una metropoli che non obbedisce più alle leggi della fisica e dove la minaccia soprannaturale si è fatta semplicemente più letale e intelligente. A fare da contraltare a questo caos, o forse a incarnarlo, ci sarà Dylan Faden, il fratello di Jesse, unico elemento in grado – a quanto pare – di contrastare il dilagare di fenomeni come gli Hiss e il Mold, due fazioni già note ai fan che qui fanno il loro ritorno in forme decisamente più aggressive e, verrebbe da dire, spaventosamente evolute.

Un gameplay più aperto e un'arma che cambia forma

L’enfasi posta sul comparto ludico, come dichiarato dallo stesso studio, non è affatto casuale. Remedy ha voluto ampliare i sistemi ruolistici, offrire una scelta più ampia tra le abilità e, cosa che salta subito all’occhio, aumentare il numero di armi a disposizione del giocatore. L’obiettivo, del resto, sembra essere quello di rivoluzionare la struttura degli scontri: laddove il primo *Control* confinava spesso il giocatore in spazi angusti e combattimenti "a gabbia", *Resonant* spinge per una verticalità e un’apertura completamente nuove, sfruttando gli spazi ampi di una Manhattan in rovina. A cambiare è anche l’approccio a corpo, ora centrale, affidato all’Aberrant, un’arma mutaforma che promette di adattarsi a diversi stili di gioco, mentre la barra della salute si è trasformata in una risorsa tattica.

Jesse faden non sarà giocabile, spazio ai dialoghi

E veniamo a un punto che Remedy ha voluto chiarire senza troppi giri di parole, probabilmente per evitare fraintendimenti o false illusioni tra i fan più accaniti. Jesse Faden, la protagonista del primo capitolo, avrà un ruolo significativo nella narrazione di *Resonant*, ma non sarà un personaggio giocabile. È una precisazione che arriva dritta dal direttore comunicazione Thomas Puha, il quale ha voluto sottolineare come questa sia "l'esperienza di Dylan", e basta. A bilanciare la cosa, e a dare profondità alla nuova ambientazione newyorkese, ci sarà la presenza dell’agente dell’FBC Zoe de Vera, figura chiave incaricata di supervisionare e assegnare gli incarichi a Dylan proprio nella zona di Manhattan. A rendere il tutto più fluido, poi, ci penserà un rinnovato sistema di dialoghi, ispirato a titoli come *Firewatch*, che permetterà scelte significative – seppur senza portare a finali multipli – arricchendo gli scambi tra i personaggi anche durante la concitazione degli scontri.

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