Obsidian al lavoro su un nuovo Fallout secondo Bloomberg, mentre Xbox smantella id Software

Obsidian al lavoro su un nuovo Fallout secondo Bloomberg, mentre Xbox smantella id Software
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La riorganizzazione interna di Xbox, orchestrata dalla CEO Asha Sharma e culminata nell'annuncio di 3.200 licenziamenti a livello globale, sta ridisegnando radicalmente la mappa degli studi di sviluppo sotto l'egida di Microsoft.

Secondo quanto riportato dal giornalista Jason Schreier su Bloomberg, sarebbero state proprio le direttive della nuova dirigenza a spingere Obsidian Entertainment, il celebre studio californiano autore di titoli come Grounded, Avowed e The Outer Worlds, a virare bruscamente la propria strategia produttiva, cancellando diversi progetti in cantiere per concentrare le risorse su un nuovo capitolo dell'amata serie Fallout.

La notizia, che ha fatto immediatamente il giro del settore, si inserisce in un contesto di profonda ristrutturazione che sembra aver colpito duramente anche altri pilastri del colosso videoludico, come dimostra il destino riservato a id Software, lo storico team dietro il franchise Doom.

L'impatto dei licenziamenti su id Software e Bethesda

A gettare ulteriore luce sulla portata dei tagli è stato un documento ufficiale, un Warn Notice depositato presso la Texas Workforce Commission, che ha confermato come ZeniMax Media abbia eliminato 158 posti di lavoro in Texas. Il dato più eclatante riguarda id Software, che ha visto ridurre la propria forza lavoro di ben 136 unità; nello specifico, il documento specifica che 96 dipendenti della sede di Richardson e altri 40 lavoratori da remoto assegnati allo stesso studio sono stati licenziati, mentre i restanti 22 esuberi hanno coinvolto gli uffici di Bethesda Game Studios ad Austin.

Questa drastica riduzione del personale ha di fatto polverizzato id Software, riducendola, secondo la testimonianza di un ex sviluppatore, a un mero studio di supporto, un epilogo sorprendente per chi gestisce uno dei franchise di punta del portfolio Xbox, Doom.

La pubblicazione di Doom: The Dark Ages, che aveva raggiunto più di tre milioni di giocatori nel giro di pochi giorni dalla sua uscita, non è stata sufficiente a scongiurare le scure. È chiaro, come osservato da molti analisti, che la maggior parte degli utenti abbia avuto accesso al gioco tramite Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft, il che potrebbe aver influenzato le metriche di valutazione interna.

La sensazione condivisa da alcuni ex dipendenti è che lo studio sia stato in qualche modo "punito" proprio per aver eseguito gli ordini impartiti dal suo proprietario, incanalando il prodotto principale nel servizio ad abbonamento, una strategia che ha forse ridotto i ricavi delle vendite dirette ma che ha amplificato la portata dell'utenza raggiunta.

La svolta strategica di Obsidian e il ritorno a Fallout

Parallelamente a queste dolorose operazioni di ridimensionamento, Obsidian Entertainment avrebbe perso circa un quarto della sua forza lavoro in seguito alla riorganizzazione voluta da Asha Sharma. Stando agli obiettivi fissati dalla CEO, Xbox deve ora concentrare i propri investimenti esclusivamente sui franchise di maggior successo, una logica di mercato che ha portato il management a rivedere drasticamente i piani produttivi dello studio.

In questo quadro, Obsidian avrebbe quindi annullato il sequel di Avowed, che pure era stato atteso come uno dei titoli di punta del prossimo futuro, e altri progetti non ancora annunciati, per iniziare ufficialmente i lavori su un nuovo videogioco della serie Fallout.

Va ricordato che Obsidian non è nuova all'ambientazione post-atomica di Fallout, avendo già sviluppato Fallout: New Vegas nel 2010, un capitolo che, pur essendo stato realizzato in tempi strettissimi e con un motore grafico ormai obsoleto, è ancora oggi considerato dalla critica e dai giocatori uno dei migliori episodi dell'intera saga.

Il ritorno allo sviluppo di un titolo della serie rappresenta quindi un cambio di passo significativo per lo studio, che abbandona le ambizioni su nuove proprietà intellettuali per abbracciare un marchio consolidato e di sicuro richiamo commerciale, in perfetta sintonia con le nuove linee guida imposte dalla casa madre.

Le conseguenze di una riorganizzazione radicale

Le decisioni prese da Asha Sharma, che ha impresso una svolta decisa alla divisione gaming di Microsoft, stanno avendo conseguenze tangibili sull'ecosistema degli studi first-party. La logica che sta alla base della riorganizzazione è quella di privilegiare i grandi franchise capaci di attrarre un pubblico massiccio, riducendo al minimo i rischi legati a nuove IP o a progetti considerati marginali.

Questa politica, se da un lato può garantire ritorni economici più certi nel breve periodo, dall'altro rischia di sacrificare la diversità creativa che ha sempre contraddistinto studi come Obsidian, noti proprio per la loro capacità di realizzare giochi di ruolo complessi e narrativamente profondi.

La notizia del nuovo Fallout in lavorazione presso Obsidian riporta quindi alla ribalta una delle ipotesi più ricorrenti tra gli appassionati, quella di un ritorno alle origini per una serie che ha segnato un'epoca nel panorama videoludico.

Il contesto, tuttavia, è profondamente diverso da quello di quindici anni fa: il team che si appresta a sviluppare il nuovo capitolo è fortemente ridimensionato nei numeri e probabilmente anche nelle risorse, e dovrà confrontarsi con le aspettative di un pubblico enormemente cresciuto e con le logiche di un mercato sempre più orientato al servizio e all'abbonamento.

L'operazione, insomma, appare tanto ambiziosa quanto complessa, e il suo esito dipenderà dalla capacità di Obsidian di coniugare la propria tradizione autoriale con le esigenze di una multinazionale che guarda principalmente ai numeri del Game Pass e ai grandi franchise del suo catalogo.

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