Incidente sulla provinciale 72, muore il centauro Rocco Perrone
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il tratto di asfalto che collega Casarano a Ugento, reso celebre più per la sua pericolosità che per il paesaggio, si è macchiato di sangue per l'ennesima volta nella mattinata di domenica. A poche decine di metri da un passaggio a livello, preceduto per giunta da una curva che riduce drasticamente la visuale, una Kawasaki di grossa cilindrata e una Fiat 500 sono entrate in collisione in uno scontro che non ha lasciato scampo al motociclista. La vittima, un uomo di 49 anni identificato come Rocco Perrone, svolgeva la professione di macellaio a Ruffano, dove era molto conosciuto; il suo Corpo è rimasto esanime sull’asfalto ancor prima che i sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, potessero constatare il decesso.
Se da un lato la morte è stata immediata per il centauro, dall’altro il conducente della Fiat 500, un uomo di 61 anni, è rimasto fisicamente illeso (sebbene ovviamente sotto choc per l’accaduto) ed è stato sottoposto ai consueti accertamenti alcolemici e tossicologici previsti in questi casi dalla prassi giudiziaria. La dinamica precisa deve ancora essere inchiodata agli atti dagli investigatori dei carabinieri della compagnia di Casarano, coadiuvati dalla stazione di Collepasso, che stanno cercando di decifrare le traiettorie dei due mezzi in quel punto preciso della carreggiata.
Le indagini e i precedenti sulla stessa arteria
I due veicoli coinvolti, lo ripetiamo, sono una Kawasaki e una Fiat 500; su quest’ultima, al termine dei rilievi, è scattato il sequestro amministrativo finalizzato a impedire l’alterazione di eventuali tracce utili alla ricostruzione. Il di Rocco Perrone, invece, è stato posto a disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, che nelle prossime ore potrebbe disporre un esame autoptico per fugare ogni dubbio sulle cause immediate del decesso o sullo stato dei soggetti coinvolti. Al momento, però, non sono emerse ipotesi di responsabilità penali definite, né sono stati formalizzati capi d’accusa nei confronti dell’automobilista, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.
Questo ennesimo dramma arriva a distanza di pochissimi giorni da un altro incidente mortale che ha visto coinvolto un centauro nel Salento. Qualche giorno prima, infatti, un ragazzo di 25 anni aveva perso la vita in uno schianto sulla SS 275 nei pressi di Surano, un episodio che aveva già scosso l’opinione pubblica locale e riacceso il dibattito sulla sicurezza delle strade secondarie. Sebbene i due fatti siano autonomi e vadano trattati come tali senza forzare collegamenti superficiali, la cronologia così serrata riporta l’attenzione sulle condizioni della viabilità provinciale, spesso caratterizzata da curve insidiose e segnaletica inadeguata.
La vittima e il protocollo giudiziario
Rocco Perrone, 49 anni (sebbene alcune prime fonti lo avessero erroneamente indicato come 50enne), lascia una famiglia e un vuoto nella piccola realtà di Ruffano, dove il suo lavoro lo metteva in contatto quotidiano con la gente. La sua moto, una Kawasaki, è stata sequestrata insieme all’auto coinvolta, in attesa di essere sottoposta a perizie tecniche che possano stabilire se vi fossero eventuali malfunzionamenti meccanici o se la velocità sia stata un fattore determinante. Gli inquirenti stanno vagliando i filmati di eventuali sistemi di videosorveglianza privati o pubblici presenti nelle vicinanze del passaggio a livello, un elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per stabilire chi dei due avesse invaso la corsia opposta.
Mentre la salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria e il 61enne ha fatto ritorno a casa dopo gli accertamenti in ospedale, gli investigatori non hanno ancora fornito una ricostruzione ufficiale e definitiva. Si sa soltanto che l’impatto è avvenuto in prossimità di un passaggio a livello, un'infrastruttura che di per sé imporrebbe una moderazione della velocità, ma che evidentemente non è bastata a evitare la tragedia. L’unica certezza, al momento, è l’ennesimo mesto rituale compiuto dai vigili del fuoco per mettere in sicurezza la carreggiata disseminata di detriti, prima che la provinciale 72 venisse riaperta al traffico.
Accertamenti in corso e il precedente di Surano
I carabinieri stanno procedendo con la massima meticolosità, consapevoli che in casi come questo – dove i due mezzi procedevano in direzioni opposte o forse una stava sorpassando – ogni piccola traccia lascia un segno. La Procura attende il deposito dei primi rilievi per decidere se aprire un fascicolo per omicidio stradale, ipotesi quasi sempre contemplata in questi casi in attesa di sviluppi, ma al momento non risultano indagati formalmente. L’automobilista, unico altro coinvolto materialmente, ha fornito la sua versione ai militari, che ora dovranno verificarla attraverso i consueti accertamenti alcolemici e tossicologici, oltre che attraverso l’analisi dei danni riportati dalla carrozzeria della sua utilitaria.
L’altro incidente, quello di Surano dove ha perso la vita un venticinquenne, aveva visto protagonista una BMW S 1000 RR scontrata frontalmente con una Ford Puma. Anche in quel caso il conducente dell’auto era rimasto miracolosamente illeso, e anche in quel caso gli inquirenti avevano dovuto procedere al sequestro dei mezzi per i rilievi del caso. La somiglianza delle dinamiche, seppur generica, ripropone un interrogativo ricorrente sulle strade del basso Salento, dove i motociclisti rappresentano la categoria di utenti più esposta a esiti fatali. Per ora, però, gli inquirenti si limitano a raccogliere frammenti di plastica e gomma sull’asfalto della provinciale 72, lontani dal trarre conclusioni affrettate che spettano solo alla magistratura.




