Il Milan di Allegri vince a Pisa ma soffre: decide un guizzo di Modric
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Redazione Sport
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L’approdo all’Arena Garibaldi, per la venticinquesima giornata del campionato di Serie A, presentava insidie non indifferenti per il Milan di Massimiliano Allegri, e non solo per la fame di punti di un Pisa disperatamente aggrappato al fondo della classifica. La squadra rossonera, forte di un primato statistico che la vede come l’unica formazione imbattuta in trasferta nei principali campionati europei, sapeva di dover fare i conti con un avversario tosto e con la necessità imperiosa di rispondere sul campo alla capolista Inter, impegnata successivamente nel derby d’Italia. E se il risultato finale di 1-2 sorride ai colori rossoneri, consentendo loro di mantenere il distacco di cinque lunghezze dalla vetta in attesa degli altri incontri, la prestazione offerta ha sollevato più di un sopracciglio tra gli osservatori e i tifosi.
La cronaca dell’incontro racconta di un primo tempo in cui il Milan, pur senza strafare, è riuscito a trovare il vantaggio al minuto trentanove: un cross preciso di Athekame, giovane esterno che si ripete positivamente contro i pisani dopo il gol dell’andata, ha permesso a Ruben Loftus-Cheek di inserirsi e battere di testa il portiere Nicolas. Un vantaggio che poteva sembrare il preludio a una gestione tranquilla della partita, ma le statistiche, si sa, raccontano solo una parte della verità. Nella ripresa, infatti, la musica è cambiata, e il copione ha rischiato di trasformarsi in un film già visto per i diavoli, spesso capaci di complicarsi la vita contro le cosiddette squadre minori.
Al minuto cinquantasei, l’occasione d’oro per chiudere i conti: un calcio di rigore concesso per un fallo di Loyola su Pavlovic. Sul dischetto si è presentato Niclas Fullkrug, ma la sua conclusione ha scheggiato il palo, negando il raddoppio e tenendo vive le speranze dei padroni di casa. Un errore che, puntuale, ha galvanizzato il Pisa, il quale ha trovato la forza per reagire e al settantunesimo ha impattato il match: ancora Felipe Loyola, lo stesso del fallo da rigore, si è avventato su una respinta della difesa rossonera, fulminando Maignan con un destro preciso. La partita, a quel punto, sembrava poter scivolare via dalle mani della squadra di Allegri, apparsa confusa e priva di idee, incapace di reagire al colpo subito.
E proprio quando il buio sembrava farsi più fitto, è apparsa la luce di un fuoriclasse senza tempo. Luka Modrić, che con i suoi quarant’anni e centocinquantasette giorni è diventato il terzo marcatore più anziano nella storia della Serie A dietro a Costacurta e Ibrahimović, ha deciso di prendersi la scena. Al minuto ottantacinque, un triangolo veloce con Ricci lo ha liberato al tiro, e il suo destro ha trafitto Nicolas per l’1-2 definitivo, regalando tre punti pesantissimi e mascherando, almeno nel risultato, i limiti mostrati dalla squadra per larghi tratti della gara, come l’evidente difficoltà nel creare gioco dalla trequarti in poi evidenziata sui social dagli stessi sostenitori rossoneri.
La classifica e i numeri di una squadra in costruzione
Oltre all’aneddoto del lampo del campione croato, la partita di Pisa consegna ai rossoneri numeri di assoluto rilievo per la loro corsa. Con i cinquantaquattro punti totali? Con i cinquantatré punti fin qui conquistati in ventiquattro gare, infatti, il Milan ha eguagliato il suo secondo miglior rendimento di sempre nell’era dei tre punti a vittoria in altrettante partite, pareggiando il percorso della stagione 1995-96 di Fabio Capello e tenendo dietro solo i sessantuno punti raccolti nel 2003-04 dalla squadra di Carlo Ancelotti. Un dato impressionante se confrontato con la travagliata annata precedente, che conferma la solidità e la mano del tecnico livornese.
La striscia positiva, d’altronde, parla chiaro: si tratta di ventitré risultati utili consecutivi, la serie più lunga attualmente in corso nei cinque grandi campionati europei, che pone questa squadra accanto a mostri sacri del passato come il Bayern Monaco a livello internazionale. E se il primato di imbattibilità esterna regge, con tredici partite lontano da San Siro senza conoscere sconfitta (cosa che non accadeva dalla stagione 2003-04), ciò non toglie che la prestazione collettiva abbia mostrato crepe preoccupanti.
Un successo che lascia interrogativi
A leggere i freddi numeri, quindi, il cammino del Milan appare straordinario. Eppure, la cronaca della partita e le reazioni dei tifosi raccontano di una serata complicata, in cui il gioco espresso non è affatto piaciuto. L’errore dal dischetto di Fullkrug e la successiva reazione del Pisa hanno messo a nudo alcune fragilità mentali e tattiche su cui Allegri è chiamato a lavorare, in particolare nella fase di gestione del vantaggio e nella costruzione della manovra contro difese chiuse. La squadra, infatti, ha faticato a creare occasioni limpide, affidandosi spesso a spunti individuali. Lo stesso tecnico, nel dopo gara, non ha potuto esimersi dal sottolineare la necessità di migliorare, pur riconoscendo la difficoltà di un match reso ancor più ostico dal valore di un avversario che, nonostante l’ultimo posto in classifica, ha venduto cara la pelle. La vittoria, insomma, c’è e pesa, ma il modo in cui è arrivata lascia aperti più di un dubbio in vista degli impegni cruciali che attendono la squadra, a cominciare dal recupero infrasettimanale contro il Como.




