Il Milan vince a Pisa con un guizzo di Modric, ma Allegri chiede miglioramenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan suda più del previsto sul campo del Pisa, fanalino di coda del campionato, eppure ne esce con tre punti pesantissimi per la classifica e per il morale, quelli che consentono ai rossoneri di agganciare quota 53 e mantenersi saldamente in scia dell'Inter capolista, in attesa dei rispettivi impegni. Una partita, quella andata in scena alla Cetilar Arena, che ha rischiato di trasformarsi in una trappola per Massimiliano Allegri e i suoi ragazzi, complici anche dieci giorni di stop che avevano interrotto il ritmo partita e, come ammesso dallo stesso tecnico, avevano reso la sfida “non semplice” da interpretare. Il predominio territoriale espresso nella prima frazione di gioco, seppur costante, non riusciva a tradursi in occasioni limpide fino al 39’, quando il giovane Athekame, sulle fasce, confezionava un cross al bacio per la testa di Loftus-Cheek, bravo a insaccare alle spalle di Nicolas e a sbloccare una partita che sembrava indirizzata.

Un rigore sbagliato che poteva costare caro

La ripresa si apriva con un episodio che avrebbe potuto archiviare la pratica, ma che al contrario ha finito per riaprirla e complicare la serata rossonera. L'arbitro Fabbri, infatti, concedeva un calcio di rigore al Milan per un fallo su Pavlovic e dal dischetto si presentava Niclas Füllkrug, subentrato da poco a Nkunku. Il tedesco, però, colpiva il palo e sprecava l’occasione del possibile 2-0, lasciando in vita un Pisa che, fino a quel momento, aveva fatto della resilienza la sua arma migliore. Il pallone che sbatte contro il legno, si sa, a volte porta con sé strascichi psicologici e questa volta non ha fatto eccezione: la squadra di Oscar Hiljemark prendeva coraggio e, complice anche un calo di tensione dei rossoneri, trovava al 71’ la rete del pari con Felipe Loyola, abile ad avventarsi su una respinta in area dopo un'azione convulsa. Il Milan, da quel momento, sembrava smarrire le proprie certezze, balbettando un gioco privo di idee e rischiando pure di capitolare.

La giocata del campione che sposta gli equilibri

Quando la partita sembrava avviata verso un pareggio che avrebbe avuto il sapore di una sconfitta morale per il Diavolo, ecco che la serata veniva illuminata dalla classe immutabile di Luka Modric. Il croato, entrato in scena al momento opportuno, si caricava la squadra sulle spalle e all’85’ inventava la giocata decisiva: uno scambio rapido e preciso con Samuele Ricci, l'inserimento in area e un tocco sotto misura che beffava Nicolas per il definitivo 1-2. Un gol, il suo, che porta la firma di un campione abituato a decidere le partite e che, come sottolineato da Allegri nel post-partita, ha il merito di essersi andato a prendere la vittoria con una giocata che è “tecnica e caratteriale” allo stesso tempo. Il Milan, nonostante l'inferiorità numerica nel finale per l'espulsione di Rabiot, riusciva a gestire il vantaggio e a portare a casa l'intera posta, ma il tecnico livornese, intervistato da DAZN, non nascondeva la necessità di crescere: “Sull'1-1 abbiamo dormito su una punizione – spiegava – e da questa partita bisogna assolutamente migliorare”. Parole che fotografano una prestazione opaca, salvata solo dall'estro del suo fuoriclasse.

I numeri di una vittoria che vale il secondo posto

Osservando i dati a freddo, emerge come il successo di Pisa, al di là della sofferenza, abbia un peso specifico notevole nella corsa al Titolo. Con i 53 punti raggiunti, la formazione milanese ha eguagliato il suo secondo miglior rendimento dopo 24 giornate nell'era dei tre punti a vittoria, pareggiando il traguardo toccato nelle stagioni 1995/96 e 2003/04, un dato statistico che, seppur parziale, racconta di una solidità di classifica ritrovata. Eppure, la sensazione è che la squadra di Allegri abbia ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto nella gestione delle partite quando queste si mettono in salita. La prova contro l’ultima in classifica ha mostrato un gruppo che può contare su individualità determinanti, capaci di risolvere anche le serate più complicate, ma che allo stesso tempo fatica a mantenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti, un aspetto che, con gli impegni che verranno, potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Intanto, però, i tre punti sono al sicuro in cassaforte e il secondo posto resta lì, a un passo dalla vetta, in attesa del recupero contro il Como.

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