Imprese vincenti, premi a 10 eccellenze meridionali: sei sono della Campania

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La fotografia dello sviluppo, quella che non fa rumore ma costruisce valore, si è fermata ieri su dieci aziende meridionali le quali, nell’ambito della sesta edizione di “Imprese vincenti”, hanno ricevuto il riconoscimento della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Sei di queste, ed è un dato che dice molto sulla capillarità del tessuto produttivo locale, appartengono alla Campania; le altre si distribuiscono tra Calabria e Sicilia, a testimonianza di un Sud che – nonostante le cronache raccontino spesso solo le difficoltà – continua a produrre imprenditoria capace di competere sui mercati internazionali. Le Pmi selezionate, infatti, erano 150 quelle che avevano presentato progetti di crescita, sia in Italia sia all’estero, e da questo gruppo ne sono state estratte dieci ritenute particolarmente meritevoli.

Una selezione basata su progetti concreti, non su promesse

Il programma, che ha già raggiunto la sua sesta edizione, non assegna premi simbolici: le aziende vincenti ricevono da Intesa Sanpaolo e dai partner di progetto un supporto articolato, pensato per accompagnarle in tutte le fasi della vita del business. Si favoriscono, in particolare, gli investimenti nei cosiddetti fattori intangibili – cioè la ricerca e sviluppo, la formazione, la filiera – senza trascurare i pilastri strategici come l’internazionalizzazione, la sostenibilità, la protezione del patrimonio aziendale, l’innovazione e la transizione digitale. La cerimonia di premiazione per le imprese del Mezzogiorno si è svolta a Napoli, presso la Città della Scienza, decima tappa di un tour che ne prevede complessivamente quindici.

Dalla scenografia al cartone ondulato, lo spettro delle eccellenze

Se si osserva la lista delle attività premiate, emerge un ventaglio variegato che attraversa numerosi comparti produttivi: c’è chi si occupa di scenografie e allestimenti per il cinema – un settore, quest’ultimo, che nel Lazio e in Abruzzo ha trovato terreno fertile – e chi invece progetta mobili e oggetti di design. Non mancano realtà specializzate nell’ottimizzazione delle prestazioni e dei consumi energetici, così come aziende attive nell’agricoltura sostenibile o nella gestione intelligente delle risorse idriche. L’architettura, i packaging farmaceutici, le risorse umane, la ceramica sanitaria e persino la produzione di scatole in cartone ondulato compaiono tra le filiere rappresentate; un posto di rilievo lo occupa anche la creazione di macchinari sicuri, personalizzati ed ergonomici, a dimostrazione che la manifattura italiana, anche al Sud, sa coniugare tradizione e innovazione.

Il contesto economico: crescita lenta ma attesa nell’Eurozona

Questo riconoscimento alle imprese arriva in un momento particolare per l’economia europea: secondo lo scenario centrale elaborato dal Research Department di Intesa Sanpaolo, nel 2026 il Pil dell’Eurozona dovrebbe crescere dello 0,8%, mentre quello dell’Italia si attesterebbe allo 0,4%. Le previsioni tengono conto di un’ipotesi specifica, e cioè che la chiusura dello stretto di Hormuz possa durare fino a metà maggio, seguita poi da una graduale normalizzazione dei flussi di produzione e trasporto di petrolio e gas nella seconda parte dell’anno; solo a quella condizione, precisa il rapporto, si avrebbe un progressivo rientro dei prezzi energetici. In un quadro del genere, sostenere le Pmi – specialmente quelle meridionali, spesso più esposte agli squilibri infrastrutturali – diventa un fattore tutt’altro secondario.

Le aziende premiate e la tappa romana del programma

Nella tappa romana, che è stata una delle quindici complessive, erano già state premiate dieci aziende di Lazio e Abruzzo: tra queste figurano Agri Island, Archimora, Creation art di Marino, Direzione lavoro group, Ecosfera servizi, Speri società di ingegneria e architettura, Francesco Pisani e figli (di Arpino, in provincia di Frosinone), Grafibox di Ariccia, Hatria e Selmec – le ultime due rispettivamente di Teramo e Chieti. Il programma “Imprese vincenti”, che porta la firma di Stefano Barrese alla guida della divisione, conferma quindi la sua struttura itinerante: ogni tappa seleziona eccellenze locali, le mette in rete e offre loro strumenti finanziari e consulenziali. Nessuna concessione alla retorica, solo fatti: dieci Pmi campane, calabresi e siciliane hanno ottenuto un riconoscimento che non è fine a se stesso, ma si traduce in percorsi di accompagnamento concreti.

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