Inter, quando rimontare è un'arte: dalla ThuLa ai cinque marcatori, così Chivu ribalta le gare
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Redazione Sport
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Uomini in grado di ribaltare un risultato cercasi. Col Napoli ci ha pensato la ThuLa, con l'Udinese una cooperativa di cinque giocatori diversi. Ormai sembra essere diventata una costante. Gli ultimi dieci giorni dell'Inter hanno detto questo, oltre ad aver dimostrato che la qualità offensiva non manca e che tuttavia quando difende la squadra non sia proprio solidissima. Segna tanto, sì, ma incassa anche tanto.
Il copione delle ultime tre partite
Chivu e i suoi prendono gol, qualche svarione o leggerezza dietro annesso, magari subiscono anche il raddoppio, poi si svegliano, entrano in campo e inizia l'operazione rimonta. Prima si complicano la vita da soli e poi la recuperano. Lo scenario roseo si verifica in campionato, in Champions League è andata diversamente: col Napoli e con l'Udinese dopo l'abisso c'è stata la risalita, con il Real Madrid no.
Per la prima volta nella sua storia, la formazione nerazzurra ha vinto due partite di fila in Serie A dopo essere andata sotto di almeno due gol. In Champions, invece, la musica cambia, soprattutto contro avversari che prendono tutto ciò che viene lasciato per strada. Il Bernabeu è stato d'insegnamento: in Europa le rimonte sono possibili, ma il livello di complessità va di pari passo con lo spessore dell'avversario.
Numeri e profondità da big europea
I nerazzurri hanno mandato in gol 9 giocatori diversi, 5 dei quali già a quota due. Quattordici reti segnate in cinque partite giocate tra campionato e Champions League. Numeri e profondità da big europea. Per fare un confronto con altri colossi, l'Arsenal ha 5 marcatori diversi, il City 4, il Real Madrid 6, il Psg e il Barcellona 7. Tra le solite note soltanto il Bayern Monaco ha fatto segnare più giocatori diversi: ben 10.
Questo lo status che l'Inter ha fatto percepire in questi primi scampoli di stagione, dando un senso di supremazia simile a quello dei bavaresi sulla Bundesliga: non importa se vanno in svantaggio di uno o due gol, la potenza di fuoco a disposizione di Chivu è tale da poter rimontare quasi contro qualunque difesa.
Le rotazioni a disposizione del tecnico
Basti pensare alle rotazioni che Cristian Chivu si è potuto permettere in queste prime giornate di campionato: contro il Napoli Thuram e Calhanoglu sono partiti fuori dall'undici titolare, così come contro l'Udinese sono stati risparmiati Lautaro, Bisseck, Dimarco e ancora il centrocampista turco.
Dietro un'Inter che crea occasioni col pallottoliere ce n'è un'altra che concede troppo in difesa. Nessun allarme, semmai più concentrazione, come ha sottolineato anche Zielinski dopo la vittoria in rimonta contro l'Udinese: «Per i primi 20' non siamo scesi in campo».
Gli errori individuali e il monito di Compagnoni
«Errori individuali con Real e Udinese e probabilmente un approccio perfetto su cui c'è da lavorare, ma non è un problema difficile da superare». Maurizio Compagnoni, su Skysport, ha commentato la vittoria dell'Inter contro la formazione friulana e si è soffermato sulle difficoltà della difesa nerazzurra.
Ma anche sull'efficacia della fase d'attacco della squadra di Chivu: «Una squadra che ha un potenziale offensivo enorme e ha anche difensori forti che devono magari solo amalgamarsi, Martinez dovrà acquisire più sicurezza».
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