Asteroide 2024 YR4: il corridoio di rischio e le nuove frontiere della difesa planetaria

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’asteroide 2024 YR4, un corpo celeste che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione degli scienziati di tutto il mondo, potrebbe potenzialmente colpire la Terra, anche se le probabilità rimangono basse. Secondo le stime della NASA, la possibilità di impatto si attesta attorno al 3,1%, mentre per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è leggermente inferiore, pari al 2,8%. La discrepanza tra i due dati è dovuta ai diversi software di calcolo utilizzati dalle due agenzie. Luca Conversi, responsabile del Centro di coordinamento degli oggetti vicini alla Terra dell’ESA, ha precisato che, in caso di impatto, l’asteroide interesserebbe una fascia che attraversa il Pacifico orientale, il centro America, l’Atlantico, l’Africa, la Penisola arabica e arriva fino in India. L’Europa, invece, non sarebbe coinvolta.

Le osservazioni attuali suggeriscono che, qualora l’impatto si verificasse, avverrebbe molto probabilmente in mare o in una zona desertica, limitando i danni diretti. Tuttavia, le conseguenze potrebbero essere devastanti: un eventuale impatto causerebbe una distruzione completa nel raggio di 35 chilometri. Gli esperti dell’Agenzia Spaziale Italiana hanno sottolineato che le probabilità di impatto potrebbero aumentare nei prossimi tre mesi, ma sarà necessario attendere il 2028 per stabilire con precisione il cosiddetto “corridoio d’impatto”, ovvero l’area specifica della Terra su cui l’asteroide potrebbe cadere.

Intanto, la comunità scientifica internazionale sta lavorando per migliorare le strategie di difesa planetaria. Due studi recenti, pubblicati su Nature Communications e frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano, il Georgia Institute of Technology e altre istituzioni, hanno analizzato i risultati della missione DART (Double Asteroid Redirection Test) della NASA. Il 26 settembre 2022, la sonda DART ha colpito con successo l’asteroide Dimorphos, dimostrando per la prima volta che è possibile deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra. Questa missione storica ha aperto nuovi scenari per la protezione del pianeta, anche se rimangono molte sfide da affrontare.

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