Aumenti salariali del 7% per i lavoratori di Stellantis, Ferrari e altre aziende automotive

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo sei mesi di trattative, i sindacati hanno raggiunto un accordo con Stellantis, Ferrari, Iveco e CNH Industrial per il rinnovo del contratto specifico di lavoro, che garantirà a oltre 60.000 dipendenti un aumento complessivo del 6,6% nel biennio 2025-2026. Il primo scatto, del 3,7%, sarà applicato già da questo mese, seguito da un ulteriore +2% a gennaio 2026 e da un +0,8% a novembre dello stesso anno. A questi incrementi si aggiungono due indennità una tantum da 240 euro ciascuna, previste per giugno 2025 e aprile 2026.

L’intesa, siglata all’Unione Industriali di Torino da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri, esclude però la Fiom Cgil, che ha scelto di non aderire per la mancata condivisione del meccanismo del contratto specifico di primo livello. "Un risultato importante", hanno commentato Rocco Palombella e Gianluca Ficco, rispettivamente segretario generale e responsabile automotive della Uilm, sottolineando come l’aumento complessivo del 18,7% nel quadriennio 2023-2026 compensi l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione.

Per i dipendenti di Stellantis, in particolare, l’accordo rappresenta una tregua dopo mesi di tensioni. Nei primi cinque mesi del 2025, gli operai hanno lavorato appena 48 giorni su 98, con salari ridotti dagli ammortizzatori sociali e buste paga spesso sotto i mille euro mensili. L’aumento medio del 7% previsto dal nuovo contratto si traduce in circa 140 euro in più al mese, una cifra significativa in un contesto di crisi produttiva che ha visto ripetuti ricorsi alla cassa integrazione

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