Pogacar domina il mondiale in Ruanda con un'impresa storica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tadej Pogačar ha firmato a Kigali una delle pagine più illustri della storia recente del ciclismo, confermandosi campione del mondo con una prestazione che, superando persino i già altissimi standard dello sloveno, appare come un’affermazione di assoluta superiorità.

Una fuga primordiale

Laddove l’anno precedente a Zurigo la sua fuga solitaria era partita a cento chilometri dal traguardo, in Ruanda ha preferito addirittura anticipare il proprio scatto, lanciandosi in un’azione temeraria a centoquattro chilometri dall’arrivo e rimanendo in solitaria per i sessantasei chilometri finali. Un’azione, la sua, che ha del primordiale, basata su una forza fisica tanto smisurata da rendere vane qualsiasi calcolo tattico o resistenza avversaria.

Un dominio schiacciante

La graduatoria finale, che lo ha visto tagliare il traguardo con un minuto e ventotto secondi su Remco Evenepoel e oltre due minuti su Ben Healy, racconta solo in parte la portata di un dominio così schiacciante. La vera dimostrazione di potenza, forse, risiede nel destino toccato a coloro i quali hanno provato, seppur per un breve tratto, a contrastarne l’andatura; alcuni di loro, come Del Toro e Juan Ayuso, dopo aver tentato l’inseguimento hanno subìo un crollo così netto da esplodere letteralmente sul passo, sebbene siano poi riusciti a concludere la prova nei primi dieci classificati.

L'assenza di duello con Evenepoel

In un contesto così ferocemente selettivo, che lasciava pochi dubbi sull’identità dei due corridori più forti in gara, ci si sarebbe forse attesi un duello più prolungato tra Pogačar e l’unico che poteva, in teoria, contendergli il Titolo. Il belga, tuttavia, non è mai riuscito a impensierire seriamente lo sloveno, il quale ha amministrato la propria energia con una spavalderia tattica che ormai è diventata il suo sigillo inconfondibile, trasformando quella che poteva sembrare una speranza di spettacolo in una marcia trionfale e solitaria.

Il commento di Moreno Argentin

A commentare l’accaduto, intervistato subito dopo la conclusione della gara, è stato Moreno Argentin, che ai microfoni di OA Sport ha analizzato le dinamiche della corsa e le performance dei principali protagonisti. L’ex campione del mondo, oltre a esprimere un parere critico sulle reazioni di Evenepoel, giudicate inutili, si è soffermato sulla longevità di un simile fenomeno, lasciando intendere che un livello di potenza così elevato difficilmente possa essere mantenuto per troppi anni consecutivi, pur senza avanzare pronostici sugli sviluppi futuri.

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