Dermatite bovina, Todde assicura sostegno agli allevatori mentre Bartolazzi avvia il piano vaccinale
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Redazione Interno
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La dermatite nodulare contagiosa, che un mese fa ha fatto la sua comparsa in un allevamento di Orani, identificato dall’Istituto zooprofilattico di Teramo con il codice 76619, continua a diffondersi in Sardegna, dove i focolai hanno ormai superato la soglia dei ventotto, concentrandosi tra Nuoro, Sassari e Gallura. Di fronte a un’emergenza che minaccia non solo la salute degli animali ma anche la sopravvivenza di oltre novemila aziende, la Regione ha ribadito il proprio impegno, cercando di stemperare le tensioni con il mondo agricolo.
“La nostra priorità è chiara: fermare la diffusione del virus, proteggere gli animali e difendere un comparto strategico per l’economia isolana”, ha dichiarato la presidente Alessandra Todde, sottolineando la necessità di un intervento tempestivo. A confermare l’urgenza delle misure è stato l’assessore alla Sanità, Bartolazzi, che ha annunciato l’avvio della campagna di vaccinazione a tappeto, definendola “l’unica strada per bloccare l’avanzata della malattia”. Le parole, però, non bastano a placare le proteste degli allevatori, sempre più preoccupati per il futuro del settore.
Intanto, le critiche non risparmiano neppure la macchina burocratica: nonostante le rassicurazioni dell’assessore, il reparto per detenuti dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, promesso da mesi, rimane inaccessibile, con gli spazi di via Is Mirrionis ancora occupati da un laboratorio di analisi. Una situazione che alimenta lo scetticismo verso le istituzioni, già sotto pressione per la gestione dell’emergenza veterinaria.
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