Dermatite bovina, a Olbia la protesta degli allevatori contro le restrizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta per la dermatite bovina ha portato centinaia di allevatori sardi nelle strade di Olbia, dove il corteo organizzato da Coldiretti Sardegna è arrivato fino al porto Isola Bianca per chiedere la revisione delle restrizioni sulla movimentazione dei bovini. Gli operatori del settore hanno manifestato contro i blocchi che, secondo gli allevatori, stanno creando difficoltà alle aziende dell’isola.

Il corteo al porto Isola Bianca e le richieste del comparto

La mobilitazione ha coinvolto allevatori arrivati da diverse zone della Sardegna, con una presenza composta da persone a piedi e mezzi agricoli. La manifestazione si è sviluppata lungo le vie della città fino al porto, considerato un punto centrale per la partenza degli animali fuori dall’isola. Il messaggio lanciato dagli operatori è stato chiaro: dopo mesi di limitazioni, chiedono lo sblocco delle movimentazioni e una modifica delle misure adottate per contenere la diffusione della malattia.

Gli allevatori hanno contestato il mantenimento dei vincoli sanitari e hanno sostenuto di aver rispettato le disposizioni previste durante l’emergenza. Tra le richieste avanzate da Coldiretti Sardegna figurano il ridimensionamento delle restrizioni, il declassamento della malattia e una riduzione dell’area sottoposta a sorveglianza. Il direttore regionale Luca Saba ha spiegato che il comparto considera la situazione non più sostenibile e chiede decisioni proporzionate all’attuale quadro sanitario.

Le conseguenze economiche dei blocchi sulle aziende bovine

Secondo gli allevatori, le limitazioni alla movimentazione dei capi hanno inciso sulla gestione quotidiana delle imprese agricole, impedendo trasferimenti e vendite programmate. Gli animali che non possono essere spostati devono comunque essere mantenuti nelle aziende, con costi legati all’alimentazione e alla cura del bestiame. La protesta nasce anche dalla difficoltà di programmare l’attività produttiva in presenza di vincoli prolungati.

Coldiretti Sardegna ha richiamato l’attenzione sulla durata delle misure introdotte dopo i focolai di dermatite bovina e sulla necessità di adeguare le regole alla situazione epidemiologica indicata dall’organizzazione. L’associazione agricola ha sottolineato che la campagna vaccinale ha coinvolto una larga parte degli allevamenti e dei bovini dell’isola, chiedendo alle istituzioni una revisione dell’impianto delle restrizioni.

Le richieste alla politica e alle istituzioni europee

Durante la manifestazione gli allevatori hanno rivolto il loro appello alla Regione, al governo e agli organismi europei competenti, chiedendo interventi che consentano alle aziende di riprendere la normale gestione degli animali. La posizione espressa dai partecipanti è che le regole applicate negli ultimi mesi abbiano prodotto effetti pesanti sul settore zootecnico sardo.

Tra gli obiettivi indicati dai rappresentanti del comparto c’è anche la revisione della classificazione della malattia a livello europeo, insieme alla modifica delle distanze previste nelle zone di controllo. La richiesta avanzata a Olbia riguarda un cambiamento delle misure operative legate alla dermatite bovina e un sostegno alle imprese coinvolte dalle limitazioni.

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