Protesta all'aeroporto di Olbia contro l'arrivo di cittadini israeliani
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Redazione Interno
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Nuova mobilitazione, questa mattina, davanti allo scalo di Olbia Costa Smeralda, dove un gruppo di attivisti ha contestato l’arrivo di un volo charter proveniente da Tel Aviv. I manifestanti, esponendo striscioni e bandiere, hanno scandito slogan contro il sionismo e quello che definiscono «genocidio di Gaza», nel quadro di una protesta ormai ricorrente che mira a denunciare le presunte vacanze in Sardegna di cittadini israeliani, i quali sarebbero, secondo i collettivi, militari o dipendenti di una compagnia di telecomunicazioni.
La protesta odierna si inserisce in un contesto già teso, caratterizzato da iniziative analoghe nelle scorse settimane, e assume un rilievo particolare poiché coincide con la notizia – diffusa da alcune fonti e ripresa dai manifestanti – dell’arrivo in Italia di soldati israeliani, con due regioni indicate come loro possibili destinazioni. Un elemento, questo, che alimenta le proteste sebbene non vi sia una conferma ufficiale sulle generalità specifiche dei passeggeri dei voli.
Nelle dichiarazioni rilasciate in aeroporto, un portavoce dell’ANPI Gallura ha sottolineato come la mobilitazione sia di carattere pacifista e miri a evidenziare una preoccupante «involuzione della società europea» verso scenari bellici, affermando che la Sardegna non deve rendersi «complice delle morti in Palestina». La scelta di protestare in aeroporto intende simbolicamente colpire uno dei nodi del turismo internazionale.




