Sampdoria, un rigore e tanto carattere per lasciarsi l'ultimo posto alle spalle
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Redazione Sport
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La Sampdoria, che guida il club al fianco di Salvatore Foti, può finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo il fischio finale dell'incontro con la Juve Stabia, una partita risolta da un'unica, decisiva azione di rigore. Massimo Coda, dal dischetto, non ha sbagliato, regalando ai blucerchiati i tre punti che consentono alla squadra di risalire dalla posizione più infima della classifica a quella immediatamente precedente, scavalcando così Spezia e Pescara. Quella che si è vista sul campo è stata una formazione diversa, finalmente operaia, capace di offrire un mix di unità e attenzione tattica, alla quale si è aggiunto, è innegabile, un pizzico di fortuna per centrare un successo che vale molto più dei semplici punti in palio.
L'amarezza della Juve Stabia e le proteste di Abate
Dall'altra parte, l'amarezza della Juve Stabia è palpabile e trova voce nelle parole del suo mister, Ignazio Abate. La sconfitta, la quarta in trasferta consecutiva maturata a seguito di un calcio di rigore concesso contro, lascia un retrogusto particolarmente amaro al tecnico, il quale concentra la sua analisi proprio sull'episodio che ha deciso la contesa. "Penso che abbiate visto un po’ tutti l’episodio", ha evidenziato Abate, sottolineando senza mezzi termini come la partita sia stata decisa da "un rigore molto discutibile, assegnato dopo che l’arbitro, da cinque metri, aveva fatto una scelta ben diversa". Una circostanza, questa, che ha costretto la sua squadra a giocare con un uomo in meno, piegandone di fatto la resistenza.
La ricetta Sampdoria: cuore e organizzazione sopra ogni cosa
Al di là della contestata dinamica, la vittoria della Sampdoria poggia su basi più solide e concrete della mera fortuna arbitrale. I blucerchiati hanno infatti mostrato di possedere, in questa uscita, quelle doti di carattere e di concentrazione che in precedenza erano sembrate latitare. Senza ricercare eccessivi svolazzi tecnici, la squadra ha costruito il successo su una maggiore organizzazione di reparto e su una disciplina tattica che ha limitato gli spazi agli avversari, dimostrando una crescita tangibile nell'impostazione di gioco. Un percorso, il loro, che inizia a dare i primi, timidi frutti dopo un avvio di campionato costellato di difficoltà.
Il peso di un gol che vale una piccola risalita
Il gol di Massimo Coda, il suo quinto in campionato, si carica di un'importanza che travalica il semplice dato realizzativo, rappresentando il simbolo di una possibile inversione di tendenza. Quella rete, per quanto discussa nella sua origine, ha il merito di aver ridato fiducia a un ambiente che ne aveva un disperato bisogno, proiettando la squadra in una zona della classifica leggermente meno pericolosa. Si tratta, è bene ricordarlo, soltanto del secondo successo stagionale, ottenuto a distanza di quasi due mesi dal primo, ma che fornisce una base di lavoro su cui costruire le prossime prestazioni, nella speranza di consolidare questo fragile miglioramento.




