La Sampdoria, guidata da Gregucci, lascia l'ultimo posto grazie a Coda
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Redazione Sport
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Un sospiro di sollievo, atteso da quasi due mesi, arriva finalmente per la Sampdoria che, grazie alla vittoria per 1-0 sulla Juve Stabia, abbandona la posizione più infida della classifica. La squadra blucerchiata, guidata da Andrea Gregucci al fianco di Salvatore Foti, ha saputo mostrare, in un momento di estrema necessità, un mix di cuore e carattere, elementi che hanno in parte compensato una prestazione non proprio dominante. È bastato un calcio di rigore, trasformato con freddezza da Massimo Coda intorno all'ora di gioco, per decidere una partita che, sotto il profilo del possesso e dell'iniziativa, è parsa invece essere appannaggio degli avversari.
Il gol che cambia la classifica
L'episodio decisivo, che ha portato al gol della vittoria, è stato un fallo di Ruggero su Vulikic, sanzionato dall'arbitro con l'assegnazione di un penalty. Una decisione che, come ha sottolineato con amarezza il mister della Juve Stabia Ignazio Abate, è stata "molto discutibile", nonostante l'ufficiale di gara si trovasse a pochi metri dall'accaduto. Quel fischio, comunque la si pensi, ha di fatto sbloccato un incontro altrimenti equilibrato e, per la Sampdoria, ha significato l'occasione per riscattare una partenza di campionato deludente. La rete di Coda, il suo quinto personale in questa stagione, ha permesso ai genovesi di salire a 10 punti, superando in classifica sia lo Spezia che il Pescara.
Una vittoria costruita su spirito e organizzazione
Se la Juve Stabia può lamentarsi per la piega presi dagli eventi, alla Sampdoria va riconosciuto il merito di aver capitalizzato l'occasione, mostrando una fibra che in precedenza aveva latitato. Senza ricercare eccessivi virtuosismi tecnici, i blucerchiati hanno costruito il successo sulla concentrazione e su una rinnovata organizzazione di squadra, elementi che hanno fatto da contraltare a una padronanza territoriale avversaria. L'episodio del rigore, per di più, ha costretto la formazione di Abate a continuare la partita in dieci uomini, un fattore che ha indubbiamente influito sugli sviluppi finali della gara. Gregucci, pur riconoscendo il "bello spirito" messo in mostra dalla sua squadra, ha tuttavia evidenziato la necessità di "crescere", indicando come la vittoria rappresenti un punto di partenza e non un arrivo.
Il percorso verso la salvezza
Questa vittoria, la seconda in campionato, assume un valore psicologico enorme, interrompendo una serie negativa e restituendo fiducia a un ambiente che ne aveva estremo bisogno. L'ultimo posto, un fardello pesante, è stato così lasciato allo Spezia, che la Sampdoria affronterà nella prossima uscita. Quello che si è visto contro la Juve Stabia è stato un collettivo più unito e operoso, capace di soffrire insieme e di proteggere il risultato con un'attitudine che, nelle intenzioni dei tecnici, dovrà diventare la norma. La strada per la salvezza rimane lunga, ma il successo di ieri ha dimostrato che, con applicazione e un pizzico di fortuna, la risalita è possibile.




