Sampdoria, l’amara sconfitta ad Avellino e la franchezza di Gregucci
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Redazione Sport
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Anno nuovo, ma il tormento esterno per la Sampdoria non conosce tregua, confermandosi un tema ricorrente e ormai cronico che marchia a fuoco la stagione. Ad Avellino, dove i lupi hanno prevalso per 2-1, si è consumata la ventiquattresima trasferta consecutiva senza una vittoria, una striscia agghiacciante che, nel solo corrente torneo, conta già dieci uscite a secco con sette batoste, eguagliando un primato negativo che sembrava un’amara prerogativa del passato. Gli irpini, per parte loro, hanno centrato il risultato con fredda efficienza, concretizzando due reti su un totale di tre conclusioni veramente pericolose, un dato che, da solo, racconta l’assenza di mordente e solidità della compagine blucerchiata. A siglare le marcature, decisive, sono stati prima Palumbo, con un sinistro improvviso e preciso dall’esterno dell’area al trentunesimo, e poi l’ex Tutino, all’inizio della ripresa, che ha ribadito in rete di testa un cross preciso dall’esterno, trovando così la sua prima realizzazione con la nuova maglia in modo emblematico.
Le parole del tecnico blucerchiato
Nella conferenza stampa successiva alla gara, l’allenatore Angelo Gregucci non ha cercato alibi o giri di parole, partendo da un’analisi cruda dei fatti. “Non abbiamo dato prova di solidità, prendendo due gol evitabilissimi”, ha affermato, sottolineando come alla base della débâcle ci sia stata una carenza di intensità e un approccio sbagliato. Pur riconoscendo che, nel complesso, la squadra non sia “cattiva”, il mister ha individuato nel atteggiamento mentale il nodo principale da sciogliere, evidenziando la necessità di “tornare stretti parenti con l’umiltà” in un campionato che, per sua natura, “dà bastonate e ti ributta giù”. Il vano forcing finale, coronato dal gol su rigore di Coda, non ha infatti modificato il destino della partita, lasciando intatta la percezione di una prova opaca e insufficiente, dove è sembrato mancare quella feroce determinazione necessaria per interrompere una serie negativa così pesante.
La gioia di Avellino e gli spunti positivi
Per l’Avellino, al contrario, la vittoria rappresenta un momento di svolta e di sollievo, interrompendo un digiuno casalingo che si protraeva da oltre due mesi e regalando al club, nel primo impegno del 2026, diversi spunti incoraggianti per il futuro. Oltre al fondamentale ritorno al successo davanti al proprio pubblico, la squadra di Biancolino può infatti contare su uomini in stato di grazia come Palumbo, vero anima del centrocampo e autore di una prodezza da goal dell’1-0, e sull’esplosione di un altro tassello offensivo come Tutino. La prestazione di Biasci, regista di entrambi gli assist decisivi, completa un quadro di reparto in crescita, con automatismi che paiono farsi più fluidi e convincenti, elementi che il tecnico ha saputo valorizzare nel disegno di gara.
Il bilancio di Biancolino dopo il triplice fischio
Soddisfatto, ma non completamente, il commento del tecnico dell’Avellino Raffaele Biancolino, il quale ha elogiato l’impegno profuso dai suoi per superare una Sampdoria comunque ritenuta “forte” e rinforzatasi nel mercato. “I ragazzi lo hanno voluto e hanno messo in campo il giusto impegno”, ha dichiarato, pur esprimendo un velato rammarico per il girone d’andata chiuso con 25 punti, ritenendo che qualcosa in più si sarebbe potuto aggiungere. Un cenno è stato riservato anche a un episodio contestato, mostrandosi “arrabbiato” con un calciatore avversario per un’azione in area, pur smorzando subito i toni riguardo al rigore concesso poi agli avversari. Sul fronte dei suoi uomini, l’invito è a fare ancora meglio, come nel caso di Tutino, del quale ha detto “voglio di più”, spronandolo a mantenere alto il livello dopo lo sblocco.




